Districarsi tra i CAT Tools

Pasqua è alle porte e ho deciso di prendermi qualche giorno di riposo per un viaggetto nella capitale. Ho proprio bisogno di ricaricare le batterie. Con un augurio di una buona Pasqua a tutti voi, vi lascio con qualche commento sui famosi CAT Tool.

Sappiamo che il traduttore ha a disposizione una serie di strumenti importantissimi per svolgere al meglio il suo lavoro. Sto parlando dei CAT Tools, gli strumenti per la traduzione assistita. Durante i miei webinar mi viene spesso chiesto se è necessario aver un CAT Tool per poter lavorare come traduttore. La mia prima risposta è che bisogna considerare innanzitutto la tipologia di testo che si va a tradurre. Se traduciamo testi letterari o testi che coinvolgono una buona dose di creatività, probabilmente un CAT Tool non ci servirebbe a molto. Al contrario, se traduciamo testi tecnici, legali, scientifici, contenenti un buon numero di ripetizioni, allora sì, un CAT Tool potrebbe aiutarci a velocizzare il nostro lavoro, eccome!

Ma come funziona sostanzialmente un CAT Tool? In linea di massima bisogna caricare il file da tradurre, il quale viene poi segmentato, ovvero suddiviso in segmenti più piccoli per facilitarne la traduzione. Ogni volta che traduciamo i singoli segmenti, questi possono essere salvati all’interno della memoria di traduzione, in modo tale che se in futuro ci capita di dover tradurre un testo simile, potremmo trovare anche dei segmenti interi o parti di segmento già tradotti in precedenza, salvati nella memoria e quindi ripescabili per il nuovo progetto di traduzione.

Ma come scegliere il CAT Tool più giusto per noi? Effettivamente ci sono tanti software di questo tipo e talvolta risulta davvero difficile capire come venircene a capo. Innanzitutto, io consiglierei di usare uno strumento open source, ovvero gratuito, per iniziare a capirne il funzionamento. Cito, a mò di esempio, Wordfast Anywhere, Omega T, Anaphraseus. La limitazione dei software open source è che permettono di creare una memora di traduzione (Translation Memory – TM) con un numero limitato di segmenti, oppure Omega T per esempio lavora in Open Office, quindi potrebbero poi esserci dei problemi con il passaggio a MS Word. Esistono poi invece i CAT Tool a pagamento, tra i quali ricordo Trados, Wordfast, Déjà Vu X3, MemoQ. Ognuno presenta le proprie particolarità e criticità, con prezzi diversi.

Per quanto riguarda i prezzi, a volta abbastanza elevati, si organizzano spesso su http://www.proz.com dei gruppi di acquisto con prezzi particolarmente vantaggiosi, per cui varrebbe la pena attendere un acquisto di gruppo per usufruire di sconti e promozioni.

Vengono poi organizzati dei corsi per imparare ad usare questi software, ma io personalmente ritengo che la cosa migliore sia proprio provarli e, come si dice in gergo, “smanettare” il più possibile. Sui siti di questi software talvolta esiste anche la versione demo da provare per un determinato periodo di tempo: si tratta di un’opportunità davvero utile perché permette di mettere alla prova lo strumento e capire se possiede le funzionalità che ci servono. In un secondo momento, possiamo passare all’acquisto con una certa cognizione di causa.

Quindi, rinnovando gli auguri per una serena Pasqua, se non avete già un CAT Tool, rifletteteci bene e pensate se vi serve davvero. Poi Internet vi fornirà una serie di forum e articoli per approfondire la vostra scelta!

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