Tradurre la moda con stile

Uno dei settori di lavoro per traduttori piuttosto in voga attualmente è quello della moda. Tradurre la moda però non è solo una questione meramente professionale. Tradurre la moda è anche un po’ passione. Sì, passione per un settore estremamente dinamico, in continua evoluzione. 

Il mondo del fashion mi ha sempre affascinata: riviste del settore, passerelle, servizi fotografici. Insomma, tutto ciò che ha a che fare con abiti, make-up e accessori. E ancora di più mi affascina rendere nero su bianco le sfumature testuali nelle descrizioni di prodotti e brand, cercare la parola giusta, l’accezione più corretta, per colpire il pubblico lettore direttamente alla propria anima fashion.

Ma un traduttore lo sa bene, non è tutto rose e fiori: quello della moda potrebbe sembrare un ambito facile da avvicinare, in realtà non è affatto così. La resa di un testo appartenente al mondo del fashion nella lingua target nasconde sempre delle insidie.

Vediamo quindi quali sono gli aspetti cruciali da considerare per chi vuole cercare di trovare uno spazio di lavoro nel settore della moda.

Partiamo innanzitutto dalla questione della specializzazione. Per chi volesse saperne di più su questo ambito, c’è una brutta notizia: corsi, seminari ed eventi in merito ce ne sono davvero pochi. In particolare, vi segnalo due corsi che mi sembrano particolarmente degni di attenzione:

  1. un corso di Langue&Parole, Tradurre il design, che combina proprio l’ambito della traduzione con quello della moda e del design
  2. un corso proposto da Coursera, Management of Fashion and Luxury Companies, non improntato alla traduzione, ma che permette immergersi nel mondo della moda, per capirne i meccanismi e le funzionalità.

Ma perché questa scarsità di corsi specialistici? Forse perché si ritiene che il linguaggio della moda sia tutto sommato semplice da rendere in una lingua target? Probabilmente è così, e lo stesso accade purtroppo anche con altri ambiti (ricordo per esempio quello del turismo, che mi tocca da vicino, per il quale avete a disposizione la TTS per approfondire). Sappiamo invece che anche il linguaggio della moda richiede non poche ricerche e approfondimenti, per una resa impeccabile.

Uno scoglio non da poco è senz’altro rappresentato dallo stile. Le descrizioni di prodotti e marchi appaiono su riviste, libri, blog, siti web, quindi su supporti di immediata fruizione. Lo stile deve essere conciso, deve andare dritto al punto, essere fresco e originale e al contempo creativo. Eh sì, la creatività è sicuramente un punto chiave nel linguaggio fashion! Tale linguaggio presenta alcune peculiarità:

  • L’uso massiccio, nel testo target, di anglicismi: da glamour e trendy a fashion, outfit passando per look, pochette e skinny. Un traduttore deve assolutamente sapere che questi termini non vanno tradotti, ormai sono entrati nel linguaggio internazionale della moda, universalmente conosciuto.
  • La presenza di frasi brevi: concisione ed economia sono fondamentali nei testi della moda, soprattutto nei titoli che corredano descrizioni di prodotti.
  • La stretta correlazione tra testo e immagine: un supporto importantissimo a disposizione del traduttore è proprio la presenza delle immagini di prodotti, accessori e capi di abbigliamento, il che aiuta molto in caso di difficoltà di resa di particolari termini o espressioni.
  • Altro punto da non sottovalutare in merito al linguaggio riguarda la figura dell’editore che detta le regole. È infatti necessario rispettare le sue scelte stilistiche e linguistiche, andando talvolta contro le nostre proposte traduttive perché ci sembrano più ovvie o più azzeccate in quel particolare contesto.

Come fare quindi ad essere preparati e pronti per dedicarsi alla traduzione della moda? Come fare a sapere che boyfriend jeans non sono i jeans del fidanzato, bensì un tipo di pantalone molto largo, che i mom jeans non sono della mamma e che i girlfriend jeans non appartengono alla fidanzata? Come evitare di incorrere in errori e fraintendimenti di questo genere? Sicuramente leggendo riviste e articoli del settore, possibilmente frequentando le passerelle, ascoltando programmi radio e televisivi in merito. Insomma immergersi tra paillettes, shift dresses e wedges, assorbendo tutto il possibile, espressioni, tecnicismi, modi di dire tipici degli addetti al settore.

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