Verso il CV perfetto – Parte 1

Vorrei iniziare oggi una serie di articoli sul curriculum vitae. Questo perché? Sostanzialmente perché il CV rappresenta la propria vetrina, qualsiasi sia il settore di lavoro, sia nel caso in cui una persona decida di cercare lavoro da dipendente o nel caso di ricerca di clienti in qualità di liberi professionisti Nel caso di noi traduttori, il CV è ancora più importante in quanto si lavora in pratica attraverso la rete, spesso senza dei contatti di persona con i propri clienti, quindi il CV è una delle poche armi che avete a disposizione per mostrare chi siete e cosa sapete fare. Il CV riassume la vostra carriera: diciamo che è un breve compendio di tutti vostri obiettivi, ecco perché è fondamentale scriverlo in maniera adeguata, in modo che il vostro lettore potenziale sia in grado di capire subito chi siete e cosa fate e decidere quindi se siete adeguati per un determinato posto di lavoro o meno.

Ricordate che un CV non presentato in modo adeguato, sia per i contenuti che per l’aspetto più strettamente grafico, viene cancellato dalla casella di posta del potenziale cliente in meno di 20 secondi se è scritto male o non risponde ai requisiti richiesti. Ecco perché è bene seguire alcune regole.

Ma prima di addentrarci nel vivo della questione, credo sia opportuno chiarire alcune aspetti terminologici. Probabilmente avrete già sentito i termini resumé e curriculum vitae. Sono due documenti molto simili ma possiedono comunque delle differenze:

  • Innanzitutto va detto che il resumé è usato in particolar modo negli paesi anglosassoni, soprattutto Canada e Stati Uniti. Il curriculum vitae invece è più diffuso in Europa.
  • In secondo luogo, il resumé è più breve, generalmente di una pagina, e la parola stessa indica che si tratta di un “riassunto”, una descrizione breve e concisa della propria carriera professionale. Il resumé viene letto velocemente per avere un’idea generale delle capacità e qualità del candidato. Al contrario il CV di solito è più lungo (e qui va fatta una parentesi, ovvero bisogna considerare il settore in cui si lavora, perché se parliamo per esempio di ambito accademico, il CV sarà sicuramente lungo perché comprende l’elenco delle pubblicazioni, degli incarichi svolti, dei progetti a cui si è partecipato. Un traduttore dovrà sicuramente limitarne la lunghezza). L’espressione “curriculum vitae” deriva dal latino e significa “corso della vita” per cui la definizione stessa del termine implica che si tratta di una descrizione dettagliata della vita professionale del candidato.

Resumé

Curriculum vitae
Canada- Stati Uniti Europa
Più breve (1 pagina) Più lungo
Risaltano le qualità Riassunto del vissuto

 

Probabilmente vi chiederete, tra tutti i traduttori esistenti sul mercato, come faccio a distinguermi dalla massa? Tra l’altro i project manager, le aziende, i reparti risorse umane ricevono centinaia di CV al giorno e quindi perché dovrebbero scegliere proprio voi per quel particolare lavoro o quel progetto di traduzione? Beh, perché voi possedete le capacità giuste per quel tipo di progetto, avete le qualità necessarie e siete in grado di esprimerle attraverso il vostro CV. Vediamo quindi alcune idee da adottare per distinguervi dalla massa:

  • mantenete il vostro CV breve: quindi non andate a scrivere 5-6 pagine o più, 2 direi che sono più che sufficienti. Infatti ricordate che spesso si valuta anche la capacità di concisione;
  • organizzate in modo accurato tutte le informazioni pertinenti dividendole in sezioni (nelle prossime puntate andremo a vedere questo punto in maniera più dettagliata);
  • usate un template, un modello interessante anche dal punto di vista grafico. Forse avete già sentito parlare del formato Europass, adottato in Europa e richiesto da varie aziende. A me personalmente non piace il modello Europass perché è, in un certo senso, troppo standard. Possiede delle sezioni precise da compilare ma il risultato è un po’ asettico, se vogliamo, e tende ad essere particolarmente lungo e prolisso. Io preferisco di gran lunga un formato personalizzato nel quale poter decidere il tipo di font, le dimensioni, l’organizzazione stessa delle informazioni. Ad ogni modo, consiglio sempre di avere sia un CV personalizzato sia un CV nel formato europeo, proprio perché talvolta negli annunci alcune aziende richiedono espressamente il formato Europass, quindi non dobbiamo farci cogliere impreparati o perdere poi del tempo prezioso per creare un altro CV in fretta e furia, rischiando di commettere errori grossolani, valutati poi negativamente;
  • prediligete una struttura per punti, se possibile, in modo da semplificare la lettura del documento. Meglio evitare frasi lunghe, paragrafi complicati, perché stufano e non sono agili al momento della lettura;
  • usate frasi o parole chiave in grassetto in modo da aiutare il lettore a visualizzare le informazioni più importanti;
  • aggiungete un tocco personale. Tanto per fare un esempio, all’inizio del CV si può aggiungere una brevissima descrizione di cosa fate. Io, in qualità di traduttrice, ho inserito una sorta di bolla con due frasi molto concise in cui riassumo la mia esperienza, specificando cosa faccio, quali lingue tratto, di quali settori mi occupo e cosa posso fare per aiutare i miei potenziali clienti.