Verso il CV perfetto – Parte 2

Torniamo all’attacco con la serie di blog post dedicati al curriculum vitae. Oggi vorrei mettere nero su bianco alcune cose da fare e da non fare con il proprio CV.

Vediamo innanzitutto cosa fare:

  • ricordatevi di dire sempre la verità, nient’altro che la verità: non ha senso inventarsi cose non vere, aggiungere esperienze di lavoro fittizie o lingue che non siete davvero in grado di parlare, perché il datore di lavoro o cliente potrebbe scoprirlo ben presto, e sono sicura che potete immaginarvi da soli le conseguenze;
  • siate trasparenti, organizzate quindi le informazioni chiaramente e in modo accurato in modo che il lettore capisca davvero cosa gli state comunicando;
  • andate dritti al punto, non scrivete quindi frasi troppo lunghe o paragrafi interminabili, usate dei punti, delle frasi o parole in grassetto per evidenziare un’informazione che considerate importante;
  • adattate il vostro CV al lavoro per cui vi state candidando, all’agenzia di traduzione o azienda in questione: non inviate lo stesso identico CV a centinaia di agenzie o aziende, cercate di personalizzare il vostro CV, dimostrando quindi di avere fatto una ricerca su ciascuna agenzia di traduzione o azienda con la quale vi interessa collaborare;
  • prestate attenzione a spelling e punteggiatura, è infatti fondamentale non avere errori nel CV;
  • per questo, fate leggere il vostro CV a qualche amico/collega/famigliare. Può sembrare un passaggio inutile, in realtà può essere molto utile perché una terza parte, esterna, potrebbe vedere cose che voi non percepite, che possono essere errori, frasi poco chiare o concetti non ben espressi;
  • mantenete il vostro CV costantemente aggiornato aggiungendo mano a mano esperienze di lavoro, corsi di formazione, certificati che magari avete ottenuto, quindi prendetevi del tempo, per esempio una volta al mese, per revisionare il vostro documento e apportare eventuali aggiunte e/o modifiche;
  • un ultimo punto che mi preme segnalare, ma che approfondirò nelle prossime puntate, riguarda la personalizzazione del CV, con particolare riferimento ai curriculum infografici. In fondo, dovete distinguervi dalla concorrenza, per cui dare un tocco di creatività può essere la strada giusta. Ci sono tantissimi modelli disponibili online, e il risultato è davvero sorprendente! 

 

Per contro, ecco cosa non fare assolutamente:

  • non scrivete un poema: mantenete il vostro CV abbastanza corto, massimo massimo direi 2 pagine. So che a volte può essere difficile condensare in una o due pagine tutte le proprie esperienze, corsi di formazione e quant’altro, soprattutto se sono anni che lavorate, ma dovete essere in grado di selezionare le informazioni più rilevanti per quel preciso posto di lavoro o progetto di traduzione. Come dicevo prima, il datore di lavoro valuta anche la capacità di essere concisi;
  • non inventate cose non veritiere, come già specificato;
  • non fate errori di grammatica, leggete e rileggete il CV, stampatelo e rileggetelo nuovamente. Su questo punto sono abbastanza categorica, soprattutto quando è un traduttore a inviare il proprio CV. A maggior ragione infatti il CV deve essere impeccabile, senza errori di alcun genere e formattato a dovere;
  • altro aspetto importante è quello di non vendervi troppo, non esagerate con auto-commenti troppo positivi su voi stessi, ma date al potenziale cliente l’opportunità di scoprire da solo il vostro valore mettendovi alla prova;
  • non inviate il vostro CV a casaccio, a centinaia di aziende o agenzie usando la famosa funzione “carbon copy” della vostra e-mail perché significa che lo state inviando con la stessa lettera di presentazione a un numero elevato di destinatari. Questo invio di massa deve essere assolutamente evitato. Al contrario, come dicevamo, adattate il documento alla singola agenzia o azienda alla quale vi rivolgete;
  • ricollegandomi al punto precedente, non inserite tutta la vostra vita nel vostro CV: dovete selezionare le informazioni più importanti e pertinenti. Per esempio, se voglio inviare il mio CV ad un’agenzia di traduzioni, non scriverò che quando andavo all’università ho lavorato per anni in un hotel come cameriera, perché molto probabilmente non interesserà a nessuno. Quindi, attenzione a selezionare i dati davvero rilevanti.