Verso il CV perfetto – Parte 4

Proseguiamo con la serie “Verso il CV perfetto” (qui trovate i tre articoli precedenti: Parte 1, Parte 2 e Parte 3). La scorsa puntata avevo identificato le prime due fasi, relative al cliente ideale e alla persona di contatto. Il tema centrale di oggi riguarda la pianificazione, che ho incluso in una terza fase nel processo di stesura del proprio CV.

FASE #3: la pianificazione

Un CV andrebbe organizzato in sezioni chiare, concise e ben strutturate. Io ne individuo sostanzialmente 7, vediamole insieme:

Prima sezione

Innanzitutto abbiamo i dati personali: nome e cognome, indirizzo e-mail, eventuale sito web e numero di telefono. Sinceramente ritengo che non sia necessario includere altri dati personali quali indirizzo fisico, perché tutta la comunicazione avviene prevalentemente via e-mail o telefono, oppure il luogo di nascita. Tra l’altro va detto che lo stile e il contenuto complessivi di un CV si stanno muovendo verso una precisa direzione, che è quella di non includere informazioni troppo personali quali anche hobby e interessi. La ragione è presto detta: il potenziale cliente non ha bisogno di queste informazioni per determinare la vostra capacità nel portare a termine un progetto, ma anzi potrebbe usare tali informazioni per escludervi e non considerarvi come dei candidati ideali. La nazionalità può essere eventualmente accettata, per capire più che altro la vostra madrelingua se vi presentate in qualità di traduttori, ma aspetti che rivelano status famigliare, status sociale, salute, ecc. potrebbero solo eliminare la vostra candidatura, quindi perché rischiare?

Un suggerimento pratico: non inserite 10 indirizzi e-mail, uno è più che sufficiente (al massimo due, per sicurezza)!

Poi, un altro aspetto da considerare nella prima sezione è l’uso di una fotografia. Alcuni la includono, altri no, quindi vi chiederete, qual è la regola da seguire? Beh, in realtà non c’è una regola, ma considerate che secondo molti oggigiorno mettere la foto potrebbe essere un fattore discriminante perché rivela informazioni quali razza e genere. Onestamente io preferisco non includerla, perché ritengo che il cliente dovrebbe valutarmi non a partire dal mio aspetto fisico, ma per le mie capacità ed esperienze.
L’unica regola se vogliamo è per coloro che lavorano per esempio in ambito artistico, e allora la fotografia potrebbe essere considerata come parte essenziale del processo di candidatura.

Altra parte che considero molto importante è un profilo o sommario, incluso nella primissima parte del documento perché è quella più importante e che si vede non appena si apre il file o si prende il CV in mano. Quindi un profilo ben scritto, con le informazioni essenziali: chi siete, di cosa vi occupate, quali problemi potete risolvere per aiutare il potenziale cliente. Considerate che questa piccola ma incisiva sezione è quella più letta dai manager che si occupano di assunzioni.

Volendo si può migliorare ulteriormente questa sezione inserendo una lista di competenze principali. Può essere un’ottima strategia che vi permette di includere un riferimento veloce ai vostri punti di forza soffermandovi su alcune parole chiave sin dall’inizio del CV.

 

Seconda sezione

La seconda sezione sostanzialmente riguarda l’esperienza lavorativa. Di solito si inizia con l’esperienza più recente per poi andare indietro a ritroso indicando quelle precedenti. Qui è importante fornire delle descrizioni dettagliate perché sono fondamentali per un CV efficace e infatti non includendole si lascia il lettore un po’ in balia di se stesso in quanto si trova a dover indovinare abilità e capacità coinvolte. Inoltre va detto che le informazioni fornite non dovrebbero essere basate sull’attività svolta ma più che altro sul risultato. Vi do un esempio concreto.

Se scrivo “2010-2013: Docente di inglese presso xyz” sto dando in realtà un’informazione abbastanza vaga. E’ come dire “Lo scorso weekend sono andato a correre” ma ometto di dire che la corsa in realtà era una maratona in cui sono arrivato tra i primi 10 su 300 partecipanti. Vedete, tutto sta nelle parole. Descrizioni povere di informazioni non dipingono un’immagine forte di voi stessi. Al contrario un CV potente ed efficace è un CV in cui le descrizioni enfatizzano le capacità chiave del candidato, in modo comunque conciso. Qui infatti bisognerebbe specificare per esempio quale tipo di corso si è tenuto -base, intermedio, avanzato- e se si tratta di un corso di inglese generale, di business English o altro, quindi dare delle informazioni più precise.

 

Terza sezione

La terza sezione fa riferimento all’educazione, e dovrebbe comprendere gli studi svolti, diciamo dalle scuole superiori in su, comprendendo studi universitari e superiori, quindi corsi post-universitari, dottorato, master. Ovviamente non ha senso parlare delle scuole elementari e medie, come a volte mi capita di leggere. Qui è importante non menzionare semplicemente il corso frequentato, bensì dare qualche informazione in più in merito alle materie o tematiche particolari affrontate, in modo da dare un’idea più precisa sugli studi affrontati. 

Altra cosa da considerare: spesso vedo indicate le date precise di inizio e fine di un dato percorso universitario. Ecco secondo me non è fondamentale la data precisa, ma è sufficiente fornire un’indicazione dell’anno di svolgimento del corso (per esempio, 2010-2014). Tutto si collega a un filo conduttore unico: la sinteticità.

 

Quarta sezione

La sezione successiva è relativa alle competenze linguistiche. Qui va fornita una lista delle lingue parlate, comprese la vostra madrelingua, indicando il
livello di comprensione scritta e parlato.

Naturalmente qui vanno aggiunte eventuali certificazioni rilevanti riconosciute e che siano di un certo livello, ovvero per esempio per la lingua inglese, è abbastanza inutile inserire il KET o il PET, perché sono livelli molto bassi per chi afferma di lavorare come traduttore professionista.

Da considerare poi che qui dovrete inserire lingue che siete effettivamente in grado di parlare. Per esempio mettere un A1 come livello di conoscenza di una lingua non ha molto senso, perché è un livello con il quale non si è in grado di lavorare a livello professionale.

 

Quinta sezione

Altra sezione essenziale riguarda le competenze informatiche. E’ importante far sapere al vostro lettore che tipo di strumenti siete in grado di utilizzare. Potete includere quindi il sistema operativo, che sia Mac o Windows, con il relativo numero della versione, i browser utilizzati, e nel caso di traduttori indicherete l’eventuale CAT Tool utilizzato, ed altri software di uso quotidiano per il vostro lavoro.

Io per esempio in questa sezione del mio CV ho inserito il fatto di avere competenze di base del linguaggio Html nonché di Content Management System quali Joomla e WordPress che ho usato per creare il mio sito web, più altri programmi che considero particolari e interessanti da menzionare.

 

Sesta sezione

Infine, va detto che molte persone aggiungono una sezione relativa ai propri hobby e interessi personali. Direi che ci sono varie opinioni in proposito. Secondo alcuni, è possibile inserire questa sezione, a patto che sia rilevante per il lavoro o progetto in questione. Altri sono invece contro questa sezione in un CV.

Vi faccio un esempio: volete entrare nel settore informatico? Potrebbe essere utile dire che siete appassionati di informatica e di linguaggi di programmazione, e che magari avete creato dei siti web o blog per voi stessi o amici e conoscenti. 

Oppure, per esempio io sono appassionata di sci alpino, lo pratico e lo conosco abbastanza bene. Inserire questa informazione potrebbe essere utile se invio il mio CV a clienti diretti quali hotel, impianti di risalita montani, o comunque clienti che abbiano in qualche modo a che fare con questo settore.

Non fate però l’errore di inserire hobby troppo vaghi e generici come “ascoltare musica, leggere e ballare”, perché non aggiungono nulla di particolare al vostro profilo personale. E inoltre, non date troppo spazio alle attività personali, perché potreste dare un’impressione sbagliata di voi e togliere spazio cruciale per altre sezioni più rilevanti del CV.

Io personalmente non includo quasi mai questa sezione, ma tutto dipende anche dal settore in cui si lavora.

 

Settima sezione

Ecco, va ricordata anche la questione delle referenze. Includerle o non includerle? Io direi di no, a meno che non venga esplicitamente richiesto (in alcuni casi ci sono aziende che le richiedono esplicitamente). 

Se non viene chiesto, evitate. Eventualmente il cliente potrebbe richiederle in un secondo momento per approfondire la vostra conoscenza.

Infine, menziono la questione relativa al trattamento dei dati personali. Nel proprio CV è importante inserire tale autorizzazione, altrimenti il documento diventa praticamente inutilizzabile in quanto il potenziale cliente non avrà la possibilità di inserire il candidato nel proprio database aziendale.

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9 thoughts on “Verso il CV perfetto – Parte 4

  1. Mi viene segnalato un errore dalla collega Elisa Farina: ho scritto “educazione”, quando in realtà intendevo “istruzione”. A tal proposito, interessante l’articolo della collega sul “dual education system” all’indirizzo http://bit.ly/1QbFxhY. Grazie Elisa 😉

  2. Chiara ha detto:

    Buongiorno Irene,

    Innanzitutto complimenti e grazie per i post sul CV, molto utili per tutti e soprattutto per i traduttori alle prime armi.

    Mi permetto di scriverle per chiederle qualche consiglio: sono laureata in traduzione ma ho lavorato per qualche anno in altri settori, sempre inerenti alle lingue straniere, che mi hanno permesso di approfondire la conoscenza delle lingue studiate e anche di linguaggi settoriali. La traduzione è stata duranti questi anni un secondo lavoro o quasi un hobby, ma ritengo comunque utile tutto ciò che ho fatto.

    Ora ho deciso di dedicarmi alla traduzione full-time, e quando invio il CV ad agenzie e potenziali clienti includo tutte le mie esperienze lavorative che trovo utili dal punto di vista linguistico; secondo lei è corretto o dovrei mettere solo le traduzioni eseguite? In tal caso il CV risulterebbe un po’ scarno…
    Inoltre, non so se per quanto riguarda la traduzione si debba scrivere semplicemente “collaborazione con l’agenzia XY dal 2015”, oppure il tipo di traduzioni di cui ci si occupa generalmente (giuridiche, mediche…), o addirittura entrare nel dettaglio indicando ogni testo affrontato, la lunghezza e altre informazioni.

    Mi scuso per la lunghezza del messaggio, ho questi dubbi da un po’ e cerco di chiedere aiuto a colleghi più esperti: a costo di risultare a volte pedante, è sicuramente un ottimo modo per crescere professionalmente.

    Le sarò davvero grata se troverà il tempo di rispondermi, ma la ringrazio in ogni caso per i suoi post interessanti.

    Un cordiale saluto,

    Chiara

    • Ciao Chiara,

      Grazie per il tuo messaggio e per seguire il mio blog. E diamoci del tu 🙂

      Rispondo subito al tuo primo quesito: secondo me nel CV puoi inserire esperienze di tipo linguistico anche se non si tratta propriamente di lavori di traduzione. Questo vale soprattutto all’inizio, quando si hanno pochi lavori all’attivo, ma si vuole comunque porre l’accento sulle competenze linguistiche possedute. Poi via via che maturi esperienza, potrai focalizzarti esclusivamente sui progetti di traduzione portati a termine.

      Poi, in merito alla tua seconda domanda: io personalmente nel CV proporrei una lista dei settori in cui sei specializzata/lavori principalmente e poi, eventualmente, potresti aggiungere le varie collaborazioni con agenzie/aziende/ecc., ma non entrerei assolutamente nel dettaglio citando lunghezza, parole, ecc. Le informazioni più specifiche riguardo a ciascun progetto potresti pensare di inserirle in un portfolio, eventualmente da inviare ai clienti che lo richiedono esplicitamente.

      Spero di averti aiutata.

      Buona giornata,
      Irene

      • Chiara ha detto:

        Ciao Irene,

        Ti ringrazio molto per la risposta, chiara e utile.
        È un piacere vedere che ci sono colleghi più esperti pronti ad aiutare 🙂

        Buona giornata a te,

        Chiara

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