Welcome back

Eccomi, finalmente torno operativa. Le vacanze (brevi) sono terminate, e si torna alla normalità.

Quest’estate è stata davvero impegnativa per me. Come già specificato nel mio precedente post, sono stata particolarmente impegnata con l’azienda di famiglia, mentre sul fronte lavorativo mio personale in particolare il mese di agosto ha visto un picco verso l’alto di richieste di traduzione (strano forse? Non proprio, considerando che non parlo di committenti italiani, bensì stranieri). Non mi posso quindi lamentare da questo punto di vista.

Dall’altro, ipotizzando un calo fisiologico nei mesi estivi, ero già pronta a cimentarmi con il mio sito web, cosa che non sono riuscita a fare. Mi ero prefissata il nuovo lancio il primo settembre, ma anche questo slitterà un po’ più avanti. Niente paura, ora mi rimbocco le maniche e via!

Sono tornata dalle vacanze al mare da qualche giorno e posso lanciarmi in qualche riflessione:

  • innanzitutto, mentre ero in vacanza, sono riuscita a staccare completamente dal lavoro, cosa che generalmente non mi riesce proprio bene. Di solito la testa è sempre alla ricerca di idee, progetti, attività, mentre in questi giorni non ho assolutamente pensato a traduzioni ed e-mail varie;
  • ecco, se vogliamo essere sinceri, non mi sono proprio rigenerata, non è stata una vacanza di relax perché due bambine rispettivamente di 9 mesi e 5 anni e mezzo non me lo hanno permesso! Ma almeno loro si sono divertite… 🙂
  • sono giunta alla conclusione che devo prendermi qualche giorno di libertà in più ogni tanto perché mi sono resa conto che sono troppo “fissata” con il lavoro. Mi spiego: come detto sopra, non riesco mai veramente a staccare completamente il cervello da tutto quello che ruota attorno al mio business, e ciò non va propriamente bene. Un giorno o due ogni tanto, ogni mese magari, dovrei prendermelo, se non per me stessa (vedi sopra, due figliole in piena crescita!), per staccare la testa proprio e non pensare assolutamente a niente! Vediamo se riesco a mettere in pratica questo nuovo e buon proposito settembrino;
  • altro aspetto che devo assolutamente mettere in pratica è che devo programmare con largo anticipo i miei post sul blog, considerate tutte le altre attività che mi impegnano costantemente, onde evitare di saltare qualche settimana, come purtroppo mi è già capitato. Qui si tratta di organizzazione, devo rientrare in carreggiata!
  • settembre ricco di buoni propositi: decluttering del mio ufficio. La mia bimba piccola ha iniziato a gattonare molto attivamente e va a scovare di tutto e di più sugli scaffali e nei cassetti, tra l’altro cose che non ricordavo nemmeno di avere e che, in tutta onestà, non mi servono. Quindi diamo una sistemata approfondita! A tal proposito ho trovato recentemente un sito web che si occupa proprio di decluttering (con idee interessanti per casa, lavoro, scuola e molto altro) e che vi segnalo: I Heart Planners.

Si ritorna quindi alla routine di sempre, con tante idee e progetti nel cassetto da mettere in pratica, basterebbe solo qualche ora in più al giorno!! Ma diamo tempo al tempo, con calma sono fiduciosa che riuscirò a fare tutto!

 

9 motivi per cui un sito web è essenziale

Al giorno d’oggi, la maggior parte dei professionisti che lavora tramite il web possiede un proprio sito o blog. Molti traduttori/interpreti, quindi, ne possiedono uno personale, anche se c’è chi non ce l’ha e non sente nemmeno l’esigenza di crearne uno proprio. Perché? E’ davvero utile un sito web? E’ davvero necessario averne uno? La mia umile esperienza personale mi dice che sì, è utile ed è necessario. Ma vediamo, appunto, il perché.siti_web_www

  1. Innanzitutto, un traduttore libero professionista deve farsi conoscere. Ci sono tanti modi per arrivare a questo scopo, per esempio iscrivendosi a liste varie, usando i social network, iscrivendosi alla Camera di Commercio della propria città, ad associazioni varie, ecc. Ma quale modo migliore per farsi “vedere” se non con un proprio sito web, che racconta tutto di voi, di quello che fate e non fate, di quello che offrite ai vostri potenziali clienti. Tanto più se consideriamo che questa professione molto spesso si svolge esclusivamente attraverso la rete, dai contatti veri e propri con il cliente, ad eventuali comunicazioni, alla consegna del lavoro finito.
  2. Sappiamo che un aspetto cruciale di un sito web è la sua disponibilità 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, quindi assolutamente SEMPRE, a livello internazionale. Per cui, anche quando non siete disponibili, oltre le normali ore di lavoro, potrete ricevere richieste di preventivi e comunque i potenziali clienti potranno dare un occhio ai servizi/prodotti che offrite, quando hanno tempo e voglia, senza rispettare i vostri orari d’ufficio.
  3. Mediante un sito web date l’opportunità ai vostri clienti di contattarvi in maniera immediata (la pagina Contatti a tal proposito è di vitale importanza), senza tante ricerche in database o liste di professionisti. Certo, il sito deve rispondere ad alcuni requisiti in termini SEO affinché le ricerche dei potenziali clienti sui motori di ricerca corrispondano il più possibile alle keywords impostate per il vostro sito. Ricordate che il 90% delle decisioni di acquisto inizia proprio da una ricerca sui motori di ricerca.
  4. Sul vostro sito web potete caricare e-book, articoli, guide, in modo tale da offrire ai potenziali clienti un assaggio delle vostre conoscenze e competenze, nonché un incentivo per poi ritornare a visitare il vostro sito.
  5. Un sito web permette di effettuare aggiornamenti in tempo reale: se offrite un nuovo servizio, se siete assenti per ferie, se avete modificato le vostre tariffe, ecc., tutto ciò può essere comunicato in un istante sia ai potenziali clienti che ai vostri clienti consolidati.
  6. E comunque diciamocelo: al giorno d’oggi non è più sufficiente avere un numero di telefono e fax. Serve un indirizzo di posta elettronica e appunto un sito, anche come segno di professionalità.
  7. Un sito internet possiede sicuramente un elevato impatto visivo: è possibile infatti inserire dettagli grafici, elementi audio, video e molto altro ancora, che attirano l’attenzione (si sa, anche l’occhio vuole la sua parte).
  8. Altro aspetto da non sottovalutare: la creazione di un sito web ha un costo sicuramente inferiore rispetto ad altre forme di pubblicità, per esempio su carta, e comunque va considerato un investimento per la propria immagine, visibilità e attività.
  9. Un sito web può essere facilmente collegato a un blog che permette di mostrare le proprie competenze, conoscenze e capacità di scrittura, distinguendosi rispetto alla concorrenza.

Infine, probabilmente lo saprete già, ma lo ribadisco: oggi creare un sito web non necessariamente richiede conoscenze specifiche del linguaggio html. Ci sono infatti dei CMS, ovvero Content Management Systems, che fanno il grosso del lavoro per noi. Vi menziono, a titolo di esempio, Joomla e WordPress. Io personalmente ho utilizzato entrambi e ora uso quotidianamente il secondo sia per il mio blog che per il sito web. L’interfaccia è estremamente user-friendly e i risultati sono davvero ottimi, grazie anche alla possibilità di aggiungere dei plugin per degli effetti visivi davvero carini.

Il valido aiuto degli strumenti di conversione file

Si sa, il lavoro del traduttore richiede tutta una serie di strumenti che aiutano a semplificare un po’ la vita. Oggi vorrei soffermarmi sugli strumenti di conversione di file, tanto cari e tanto utili. In particolare vi segnalerò alcuni programmi open-source.

 

Softi Free OCR

Per iniziare abbiamo Softi Free OCR, un programma di riconoscimento ottico dei caratteri. Sostanzialmente permette di convertire delle immagini in documenti testuali. A volte capita di dover tradurre dei testi in formato jpeg o jpg, oppure semplicemente un pdf creato mediante scansione di documenti cartacei. E’ significativo il fatto che supporta varie lingue, basta scaricare i file relativi alla lingua di proprio interesse.

Qui vi mostro la schermata iniziale suddivisa in due finestre: a sinistra viene caricato il file da convertire che abbiamo selezionato, mentre a destra avremo il risultato della conversione, con la possibilità di modificarlo e di esportarlo in file formato Word.

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Questo strumento a mio parere permette di ottenere dei risultati direi soddisfacenti e sicuramente fa risparmiare un bel po’ di tempo, rispetto a mettersi a tavolino a riscrivere tutto il testo originale. Talvolta, però, nel caso dei famosi pdf scannerizzati, bisogna lavorare un po’ sul testo finale, sistemare alcuni caratteri e l’impaginazione. Esiste però un utile strumento per ovviare a questo problema, e ve lo mostro subito.

 

AutoUnbreak

AutoUnbreak è uno strumento di formattazione del testo. Per esempio, abbiamo appena trasformato un pdf in word tramite uno strumento OCR, non ci resta che sistemare il documento e formattarlo a dovere.

Qui vi mostro un esempio concreto: ho convertito una pagina di un documento in pdf tramite Softi Free OCR. 

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Dal tool OCR posso estrapolare un documento in Word cliccando sull’apposita icona collocata al centro, e ottengo questo risultato:

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Ovvero un documento un po’ scombinato e con i margini non giustificati. Quindi, anziché sistemare il documento manualmente riga per riga, applico AutoUnbreak e il gioco è fatto!

Come vedete dalla schermata di questo tool, bisogna incollare il testo da sistemare, cliccare sul pulsante “Unbreak” e automaticamente il lavoro viene fatto per noi:

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E’ un po’ di tempo che uso AutoUnbreak e devo dire che non mi ha mai deluso, anzi è sempre stato un prezioso aiuto che mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo perché, lo sappiamo bene, sistemare un file, formattarlo, impaginarlo a dovere può richiedere delle ore!

 

Zamzar.com

Veniamo alla questione della conversione dei famosi pdf. Oltre ad un programma OCR, possiamo usare altri strumenti per dei risultati sempre migliori. Personalmente ho provato tantissimi strumenti gratuiti online di conversione di file pdf, ma nessuno mi soddisfaceva e svolgeva un discreto lavoro, fino a quando mi sono imbattuta, praticamente per caso, facendo una ricerca su Google, nel sito www.zamzar.com. Funziona secondo quattro step, come vedete nello screenshot qui sotto:

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  1. In primo luogo si sceglie il file da convertire.
  2. Poi si sceglie il tipo di formato per il file di output.
  3. In seguito si inserisce il proprio indirizzo e-mail.
  4. Infine si clicca su Convert.

Dopo un periodo di tempo generalmente breve -ma comunque variabile in base alle dimensioni del file da convertire- viene inviata una mail all’indirizzo inserito precedentemente con un link da cliccare per scaricare il documento.

Devo dire che mi sono trovata molto bene sin dall’inizio, i file vengono convertiti più che egregiamente (parlo, naturalmente, di file presentabili, perché a volte si ricevono dei file in pdf scannerizzati particolarmente difficili da decifrare, e quindi in tal caso è meglio prima passare attraverso uno strumento OCR). Per un programma gratuito direi che il risultato è davvero significativo.

 

Pdftoword.com

Altro strumento simile è offerto da sito www.pdftoword.com, con i quale ho ottenuto buoni risultati. Il funzionamento è simile a Zamzar: innanzitutto si stabilisce il formato risultante della conversione, poi si inserisce il file da convertire, il proprio indirizzo e-mail e si clicca sul pulsante “Convert now”. Poi si riceve una mail con il file convertito da poter scaricare.

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Ricordo che anche qui siamo sempre in ambito strumenti open source, quindi gratuiti. E anche per questo strumento devo dire che ho ottenuto risultati molto buoni, quindi lo consiglio sicuramente.

 

Altri strumenti di conversione file

Ovviamente potrei proseguire a lungo con una lista di strumenti di conversione file, perché la rete, fortunatamente, è una miniera di risorse. In particolare vi segnalo alcuni link interessanti:

Gli ultimi due che ho indicato sono strumenti a pagamento e probabilmente permettono una resa migliore. Qui sta al singolo optare per l’acquisto di un programma o per l’utilizzo di strumenti open-source, anche in base al tipo di file che generalmente si traduce. Alcuni traduttori lavorano più con documenti in Word o Excel, altri più con file in pdf. Quindi la scelta è strettamente personale. Ad ogni modo, consiglio prima di optare per gli strumenti open-source, che spesso svolgono un lavoro molto buono. In caso di risultati non soddisfacenti, allora si può pensare all’acquisto di un programma a pagamento.

E voi, quali programmi utilizzate per convertire file? C’è qualche strumento che potete segnalare perché particolarmente valido?

CAT Tool: quale e perché?

Sappiamo che non è facile scegliere il CAT Tool più adeguato alle proprie esigenze, anche perché ne esiste una vasta gamma con le caratteristiche più varie. Io consiglio sempre, se possibile, di provarne almeno un paio prima di effettuare un eventuale acquisto. Che poi, ci sono anche strumenti open source, quindi non è detto che sia assolutamente necessario acquistarne uno a pagamento. Dipende da quello che si cerca. Dipende dal proprio settore di specializzazione e di lavoro (probabilmente non serviranno a molto a chi traduce testi letterari). 

Ad ogni modo, online trovate tutte le informazioni necessarie per conoscere i famosi CAT Tool a disposizione sul mercato ad oggi: avete recensioni, schede tecniche, forum e molto altro per informarvi a dovere. Io oggi vorrei solo portarvi la mia esperienza relativamente allo strumento che uso attualmente: Déjà Vu X3. 

Sono arrivata a questo CAT Tool dopo una lunga ricerca e dopo aver provato con mano vari strumenti. Innanzitutto, quando ho visto che i testi tecnici che traducevano si prestavano molto all’uso di un CAT Tool, ho iniziato con Wordfast Classic, nella versione demo da installare direttamente in Microsoft Word. Il numero di segmenti nella TM, la memoria di traduzione, era però troppo limitato, e la mia memoria si stava ingrandendo sempre di più. Ho deciso quindi di passare a Wordfast Anywhere, basato sul cloud. Molto comodo devo dire, sempre a disposizione grazie a una veloce connessione internet, finché un bel giorno, internet non mi funziona. Potete immaginare il mio panico, dovevo terminare una traduzione, non mi mancava molto, ma non riuscivo a connettermi a internet. Da quel momento ho deciso che Wordfast Anywhere non faceva per me. Volevo evitare di trovarmi nuovamente in una simile situazione. Allora ho iniziato a consultare vari forum online, schede tecniche dei principali programmi a pagamento ed esperienze dirette di vari utenti. Ho confrontato i vari strumenti, prezzo incluso, e alla fine ho deciso di optare per Déjà Vu, prima la versione X2 e recentemente l’aggiornamento alla versione X3, sostanzialmente perché mi permetteva di tradurre una gran varietà di tipi di file, e anche il prezzo non era male. Tra l’altro l’ho acquistato tramite un gruppo d’acquisto sul sito Proz, con uno sconto non indifferente. Devo dire che mi trovo molto bene, e se tornassi indietro sicuramente rifarei la spesa. Anche il costo è abbastanza contenuto, quindi sono riuscita ad ammortizzare la spesa in tempi brevi.

Questo strumento offre un ambiente di lavoro unificato per gestire i database di memoria, terminologici e di progetto, il tutto quindi in un unico tool. I database usati da Déjà Vu sono in formato Microsoft Access.

Appena si apre il programma si ottiene la seguente schermata, con al centro a sinistra i progetti di traduzione più recenti a cui ho lavorato, in mezzo ho la possibilità di scegliere se creare un progetto di traduzione, una memoria di traduzione, un termbase, impostare filtri e infine effettuare l’allineamento tra file.

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E qui abbiamo la schermata che si ottiene mentre si lavora a un determinato file.

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Al centro ci sono due colonne, a sinistra il testo source suddiviso in segmenti, e a destra il testo target. Nella colonna di destra in alto c’è Project Explorer, che indica i file appartenenti al progetto di traduzione che è stato creato, dà il numero di parole totali e la percentuale di avanzamento della traduzione.

Sotto al Project Explorer si ha l’Auto Search, in cui vengono mostrati segmenti già tradotti precedentemente e termini inseriti nel termbase.

Di seguito riporto l’elenco dei file supportati da questo strumento:

Adobe FrameMaker MIF

Adobe InDesign IDML

Adobe InDesign INX

Adobe InDesign Tagged Text

Adobe PageMaker Tagged Text

Adobe PDF

C, C++, Java

GNU PO/POT

Help Contents

HTML Help

HTML, ASP, PHP, JSP

IBMTM Untranslated Segments

Interleaf ASCII

Java Projects

JavaScripts

Microsoft Access

Microsoft Excel

Microsoft Office (Live)

Microsoft Office 2007/2010 Open XML

Microsoft PowerPoint

Microsoft Word

OpenDocument (OpenOffice 2.0)

OpenOffice

Quark XPress XTG

Resource Template

RESX

Rich Text Format

SDLX ITD

SGML, XML

Text

TMX

Trados TagEditor

Trados TTX

Trados Workbench

Transit NXT

VBScript

Wordfast Pro TXML

XLIFF

YAML

Ricordo che sul sito di Atril avete la possibilità di scaricare una versione free di questo CAT Tool, e trovate il link in questa pagina. Ovviamente,  le funzionalità della versione gratuita sono decisamente limitate, ma se siete incuriositi da questo strumento almeno potrete farvi un’idea di come funziona, potete scaricarlo, provare a utilizzarlo e capire se può fare al caso vostro.

Multitasking sì, multitasking no?

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Tra i vari blog che seguo c’è anche www.passionforbusiness.com di Karyn Greenstreet. Questa mattina mi ha particolarmente colpito un suo articolo, Choose one project, nel quale l’autrice sottolinea il fatto che, solitamente, un imprenditore ha tante idee da implementare per la sua attività e vorrebbe metterle in pratica tutte e subito! In realtà evidentemente ciò non è fattibile, perché si rischia di fare tante cose allo stesso tempo, ma soprattutto di farle male. L’obiettivo dell’autrice del blog è quindi quello di focalizzarsi su un One Big Project alla volta. Ciò le ha permesso di aumentare le sue entrate e al contempo di essere più felice, tranquilla e rilassata.

Forse l’idea di lavorare a tanti progetti diversi contemporaneamente ci può far sentire vivi, creativi e super attivi. In realtà il risultato finale riconduce sempre alla mancanza di vera e propria produttività e, infine, soddisfazione.

Tra l’altro, nell’articolo mi ha colpito molto una citazione della Greenstreet presa da Lord Chesterfield:

“There is time enough for everything in the course of the day, if you do but one thing at once — but there is not time enough in the year if you will do two things at a time.”

Quindi si potrebbe avere la percezione di essere più produttivi quando ci si occupa di più attività allo stesso tempo. In realtà ciò non rende più efficienti. Anzi, il multitasking ha come effetto quello di rallentare la produttività, e di conseguenza aumentare le possibilità di errore. E, si sa, gli errori costano, si pagano a caro prezzo. Certamente non possiamo permetterci di perdere né tempo né denaro! Per cui, mentre siamo occupati a un progetto di traduzione, mettersi a parlare al telefono, rispondere alle e-mail e magari fare una capatina sui social network diminuisce sensibilmente la produttività ed evidentemente anche la concentrazione. Permettendo tutta una serie di interruzioni si perde tempo prezioso che potremmo sfruttare in modo molto più produttivo.

Come sottolinea la Greenstreet, ci sono molte aziende a livello internazionale che hanno istituito il così chiamato Quiet Time: si tratta di un periodo di tempo durante il quale non è possibile inviare e leggere mail, ricevere telefonate, a meno che non siano strettamente correlate al progetto sul quale si sta lavorando, usare i social media e, in generale, distrarsi dedicandosi a più attività al contempo. Naturalmente ciò non vale solo per le grandi multinazionali: anche i piccoli business, i liberi professionisti, le piccole aziende possono adottare il concetto di Quiet Time, ed è quello che mi prefiggo di fare nel mio piccolo.

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L’idea è proprio quella di scegliere un progetto, concentrarsi su di esso, raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati per tale progetto e, una volta terminato, passare ad un’altra attività. In questo modo, siamo sicuri di aver dato il tutto e per tutto per tale attività, siamo certi di averla portata a termine nel modo migliore secondo le nostre capacità.

Per fare ciò possiamo pensare di suddividere la giornata in blocchi di tempo specifici. Vi propongo la mia suddivisione, che ovviamente cambierà da soggetto a soggetto a seconda dei progetti su cui si lavora (per esempio io non ho inserito il momento delle telefonate perché solitamente gestisco tutto via mail):

  • controllo e-mail ed eventuale risposte dalle 8.30 alle 9.00 
  • attività primaria dalle 9.00 alle 12.00 (nella fattispecie, traduzione)
  • ricontrollo e risposta ad e-mail dalle 13.00 alle 13.30
  • dalle 13.30 alle 15.15 nuovamente attività primaria di traduzione 
  • nel pomeriggio mi riservo un paio d’ore per andare a prendere mia figlia all’asilo, portarla al parco giochi e in generale stare con lei. In questo modo svago anche la mente e, perché no!, a volte partorisco idee interessanti da implementare nel mio piccolo business. Se necessario, dedico altro tempo ai miei progetti dalle 17.30 alle 19.00
  • ogni venerdì lo dedico prevalentemente a: scrittura di nuovi post per il blog, attività di progettazione di corsi/webinar/interventi vari/lezioni.

Tendenzialmente noto che io personalmente tendo a praticare il multitasking, ma devo anche ammettere che non sono pienamente soddisfatta. Sono in linea con il pensiero di Karyn Greenstreet, per cui il dedicarsi a più (e a volte troppe!) attività allo stesso tempo è controproducente. Perciò, come avevo tempo fa preannunciato, considerata la mia imminente pausa dal lavoro, mi prefiggo un obiettivo: con l’anno nuovo, applicare il concetto di Quiet Time alle mie giornate lavorative. Per iniziare, cercherò di monitorare questa suddivisione temporale per, diciamo, un paio di mesi, valutando se questo schema può funzionare o se deve essere ulteriormente affinato e modificato. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questo “progetto”!

E voi, avete una scansione temporale ben precisa per le vostre giornate lavorative? Siete pro o contro il multitasking? Raccontatemi le vostre esperienze!

 

3 strumenti open source di conteggio per traduttori

Sulla base del mio webinar Strumenti per traduttori: come equipaggiarsi al meglio tenutosi qualche tempo fa sulla piattaforma di proz.com, attualmente disponibile on demand per chi fosse interessato, vorrei soffermarmi oggi su alcuni strumenti di conteggio attualmente a disposizione. 

Sappiamo bene quanto sia importante per noi traduttori effettuare dei conteggi, che siano sulla base di parole/righe/cartelle, per poter effettuare dei preventivi accurati e precisi. 

Tanto per farvi un esempio, recentemente mi è stato chiesto un preventivo per tradurre un catalogo di argomento tecnico di 370 pagine. Queste erano le sole indicazioni fornitemi. Vedete bene che è impossibile fare un preventivo in questo modo. Non so se le pagine contengono immagini, non so quante parole trovo in ciascuna pagina, e le pagine inoltre possono essere scritte a caratteri cubitali oppure minuscoli. Un preventivo alla cieca non è proprio possibile! Per essere appunto precisi, abbiamo bisogno di tutta una serie di informazioni, dal numero di parole/righe/cartelle, al tipo di file (pdf, ppt, word, excel, html o altro), ad un’eventuale urgenza nella consegna o necessità di lavoro durante il weekend. Le variabili in gioco sono davvero tante e vanno tutte soppesate accuratamente per fornire al cliente un preventivo concreto, senza dover dare brutte sorprese a fine lavoro.

Gli strumenti di conteggio a disposizione di un traduttore sono davvero molteplici, alcuni a pagamento, altri gratuiti utilizzabili online o scaricabili direttamente dalla rete. Forse vi chiederete, qual è il migliore? Quale ci consigli? Beh, dipende. Sostanzialmente ognuno dovrebbe fare delle prove, capire la funzionalità dei vari strumenti presenti sul mercato e poi decidere quello che più gli/le aggrada, anche sulla base dei documenti che è solito tradurre (se, per esempio, i miei clienti mi mandano molto spesso documenti in pdf, mi concentrerò nella ricerca di uno strumento che lavori particolarmente bene con questo tipo di formato).

Detto questo, qui vi voglio mostrare tre strumenti specifici, tutti open source: Count Anything, Translator’s Abacus e Fee Wizard.

 

Count Anything

Il primo tool in lista è Count Anything. Si tratta di uno strumento a mio avviso molto utile, gratuito e per Windows.

Questi sono i formati che supporta e sono davvero numerosi:

Microsoft Office:
Word (.doc, .rtf)
Excel (.xls, .csv)
PowerPoint (.ppt)

Open Office:
Writer (.odt)
Impress (.odp)
Calc (.ods)

HTML
XML
Text
PDF

Quando aprite il programma, dopo averlo scaricato sul vostro computer, vi si presenterà questa schermata:

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Cliccate su Start, scegliete il file di cui volete contare le parole, e poi cliccate in basso a destra su Count.

Otterrete quest’altra schermata (io ho inserito un file su cui stavo lavorando), che vi dà il numero di parole, caratteri con e senza spazio, e numero di eventuali caratteri non asiatici:

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E’ anche possibile effettuare dei conteggi multipli, ovvero selezionare più file contemporaneamente, risparmiando così del tempo prezioso che potete invece dedicare alla traduzione vera e propria dei vostri documenti.

Tra l’altro ho fatto una controprova con lo strumento di “conteggio parole” di Microsoft Word e con il CAT Tool Déjà Vu X3 che utilizzo, e i conteggi devo dire che combaciano.

 

Translator’s Abacus

Un altro strumento molto carino è Translator’s Abacus, sempre gratuito.

Qui trovate la schermata iniziale, che vedete è molto essenziale. Il suo uso è molto facile, basta selezionare il file da convertire alla voce Add Files.

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Poi premete “Report Word Count” e otterrete questa schermata, sotto forma di pagina htm:

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Io ho caricato un file in Word per mostrarvi un esempio concreto, quindi nella terza fascia in orizzontale trovo il mio conteggio, che anche questa volta corrisponde al conteggio effettuato tramite la funzione specifica di Microsoft Word e al conteggio che ho poi verificato con Déjà Vu X3.

La cosa interessante è che permette di effettuare conteggi non solo di documenti nel classico formato Word, ma anche pdf, file html e rtf.

 

Fee Wizard

Il terzo strumento interessante e sempre gratuito che vi voglio mostrare è Fee Wizard, il quale permette di effettuare delle conversioni tra metodi di calcolo di tariffe diversi. Per esempio, se sono solita fatturare in Sterline inglesi per source word e voglio conoscere l’equivalente tariffa in Euro per target word, oppure se di solito calcolo una tariffa a riga, e mi chiedono invece una tariffa a cartella. Ecco questo strumento fa al caso nostro!

Questo programma non va scaricato sul computer ma lo andiamo ad utilizzare direttamente in rete, per cui non avete il problema, se volete, di intasare il computer con un’ulteriore programma che inevitabilmente occupa il suo spazio.

Come vedete qui in basso l’interfaccia è piuttosto semplice e intuitiva, basta scegliere innanzitutto lingua source e lingua target, e poi selezionare il metodo di conteggio di partenza e quello di arrivo che ci interessa per quel particolare progetto di traduzione.

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Ovviamente questo strumento è particolarmente valido se lavorate molto con l’estero e avete bisogno di avere un riscontro rapido di quante parole/righe/cartelle contiene un dato documento.

 

E voi che mi dite, conoscete qualche altro strumento particolarmente valido per effettuare conteggi su documenti da tradurre?

 

5 modi per affrontare le difficoltà

Prima o poi capita a tutti di vivere un periodo “no” da un punto di vista professionale. Specie se siamo liberi professionisti, dove l’incognita è un fattore che ci accompagna costantemente. Siamo padroni di noi stessi, dobbiamo arrangiarci praticamente in tutto e per tutto, trovare i clienti, gestirli, prepararci, seguire corsi di formazione per stare sempre al passo con i tempi, gestire l’aspetto più strettamente finanziario-economico del business e molto altro ancora. Se, quindi, arriva il giorno in cui ci alziamo e ci chiediamo “e oggi cosa faccio?” perché abbiamo consegnato tutti i lavori che ci sono stati commissionati e nessun nuovo progetto è all’orizzonte, allora stiamo ufficialmente vivendo un momento di difficoltà, che sia di una giornata, una settimana o un mese. Cosa fare quindi per superare tale momento? Qui vi propongo alcuni consigli sulla base di quello che faccio io nei momenti di “crisi”:

#1 AGIRE CON TEMPESTIVITA’

Innanzitutto, prima di arrivare alla crisi più nera, cercate di risolvere eventuali problematiche con una certa tempestività, evitando che le cose peggiorino a vista d’occhio. Se vedete che i progetti iniziano a scarseggiare, correte ai ripari, inviate altri CV, contattate aziende, amici, familiari e conoscenti e chi più ne ha più ne metta, fate sapere al mondo che ci siete anche voi e che offrite x, y, z.

#2 NON STARSENE CON LE MANI IN MANO

Altra cosa fondamentale è non starsene con le mani in mano. Non abbattersi, non piangersi addosso. E’ perfettamente normale e fisiologico che ci siano periodi super positivi, durante i quali addirittura non sappiamo come gestire tutti i progetti che ci vengono offerti, e periodi invece neri, durante i quali potremmo starcene sul divano a girarci i pollici. Ecco, no, sappiamo bene che i lavori non cadono dal cielo, dobbiamo darci da fare. Se è da un po’ che non vedete l’ombra di un progetto, dovete darvi da fare. Ma probabilmente vi chiederete, “sì, in che modo?”. Beh le modalità sono numerose, per esempio:

  • approfittatene per aggiornare o ammodernare il vostro sito web/blog
  • cercate corsi di formazione/approfondimento da poter seguire, magari online, senza dover sostenere eccessive spese per gli spostamenti fisici
  • fate network, curate il vostro profilo sui principali social media, fate “amicizia” con potenziali clienti e colleghi
  • aggiornate il vostro CV, c’è sempre qualcosa da migliorare!
  • pensate, pensate e ancora pensate (!!) a nuove modalità di fare business: nuovi mercati, nuovi servizi… spremete le meningi, andate a farvi una corsetta e fatevi ispirare dagli splendidi colori autunnali della stagione
  • organizzate le vostre fatture, verificate i pagamenti… insomma, dedicatevi un po’ alla contabilità
  • sistemate il vostro ufficio: può darsi che dopo un periodo di intensa attività abbiate carte, fogli, libri, dizionari sparsi: è giunto il momento di fare un po’ d’ordine e di buttare le scartoffie che non servono più
  • cosa poi fondamentale è cercare nuovi clienti, quindi alla luce del proprio business plan, inviare CV, frequentare meeting, fiere, incontri vari, al fine di ampliare il proprio database di clienti.

#3 IMPARARE DAI PROPRI ERRORI

Si sa, dopo la tempesta torna il sereno. Quindi molto probabilmente dopo un periodo di crisi/inattività, tornano a fioccare progetti e opportunità. Quindi, cercate di imparare dagli errori passati , riconoscete tali errori e non fatevi cogliere impreparati. Cosa voglio dire? Per esempio che l’attività di marketing deve continuare in maniera costante, sempre e comunque, sia nei momenti “morti”, sia nei momenti in cui siete oberati di lavoro. Si sa, trovare clienti e contatti è un lavoro molto faticoso e soprattutto lungo, ci vuole tanto tempo per instaurare delle relazioni professionali, per cui ritagliatevi ogni, diciamo, settimana, un paio d’ore per curare la vostra presenza online, l’invio di CV e la ricerca in generale di nuove opportunità/clienti.

Ancora, in termini economico-finanziari, imparate dagli errori passati. Sapete che prima o poi la tempesta torna, quindi correte ai ripari e iniziate a pensare a un piano che vi permetta di mettere dei soldi da parte perché, si sa, le bollette ci sono sempre da pagare e il supermercato di tanto in tanto ci attende 🙂

#4 PARLARE, PARLARE E PARLARE

Altro suggerimento secondo me molto importante è questo: parlare. Parlate con amici e conoscenti, con i vostri famigliari, con i clienti che già possedete. Il passaparola a volte fa miracoli, quindi chissà, potrebbero nascere delle opportunità interessanti solo per aver informato un conoscente o un amico sui servizi che offrite.

Oppure, se state pensando di allargare il vostro portfolio di attività con qualcosa di nuovo, avvisate tutti, compresi i vostri attuali clienti, con una bella e-mail, magari allegando un brochure che descriva in modo semplice e chiaro cosa avete da offrire al mondo!

#5 CERCARE UN AIUTO PROFESSIONALE

Se la situazione vi sembra davvero nera e non vedete nessuna via d’uscita, perché non farsi aiutare da un professionista? Esistono moltissimi coach che aiutano aziende e singoli professionisti ad emergere da situazioni di stallo o difficoltà. Senza andare tanto lontano, online trovate tantissimi e validi coach che operano in questo senso. Non abbiate vergogna di chiedere aiuto! A volte succede proprio questo: ci si vergogna di ricorrere a terze persone che invece potrebbero illuminarci e mostrarci la retta via proprio perché sono esterne a noi e riescono a guardare con occhio critico cosa sta realmente succedendo al nostro business.

Infine, un mio consiglio spassionato, non disperate. Prima di decidere di abbandonare l’attività, chiudere partita iva e dedicarvi ad altro, pensateci bene. In fondo, c’è sempre una soluzione, basta trovare il modo e i canali giusti!