Welcome back

Eccomi, finalmente torno operativa. Le vacanze (brevi) sono terminate, e si torna alla normalità.

Quest’estate è stata davvero impegnativa per me. Come già specificato nel mio precedente post, sono stata particolarmente impegnata con l’azienda di famiglia, mentre sul fronte lavorativo mio personale in particolare il mese di agosto ha visto un picco verso l’alto di richieste di traduzione (strano forse? Non proprio, considerando che non parlo di committenti italiani, bensì stranieri). Non mi posso quindi lamentare da questo punto di vista.

Dall’altro, ipotizzando un calo fisiologico nei mesi estivi, ero già pronta a cimentarmi con il mio sito web, cosa che non sono riuscita a fare. Mi ero prefissata il nuovo lancio il primo settembre, ma anche questo slitterà un po’ più avanti. Niente paura, ora mi rimbocco le maniche e via!

Sono tornata dalle vacanze al mare da qualche giorno e posso lanciarmi in qualche riflessione:

  • innanzitutto, mentre ero in vacanza, sono riuscita a staccare completamente dal lavoro, cosa che generalmente non mi riesce proprio bene. Di solito la testa è sempre alla ricerca di idee, progetti, attività, mentre in questi giorni non ho assolutamente pensato a traduzioni ed e-mail varie;
  • ecco, se vogliamo essere sinceri, non mi sono proprio rigenerata, non è stata una vacanza di relax perché due bambine rispettivamente di 9 mesi e 5 anni e mezzo non me lo hanno permesso! Ma almeno loro si sono divertite… 🙂
  • sono giunta alla conclusione che devo prendermi qualche giorno di libertà in più ogni tanto perché mi sono resa conto che sono troppo “fissata” con il lavoro. Mi spiego: come detto sopra, non riesco mai veramente a staccare completamente il cervello da tutto quello che ruota attorno al mio business, e ciò non va propriamente bene. Un giorno o due ogni tanto, ogni mese magari, dovrei prendermelo, se non per me stessa (vedi sopra, due figliole in piena crescita!), per staccare la testa proprio e non pensare assolutamente a niente! Vediamo se riesco a mettere in pratica questo nuovo e buon proposito settembrino;
  • altro aspetto che devo assolutamente mettere in pratica è che devo programmare con largo anticipo i miei post sul blog, considerate tutte le altre attività che mi impegnano costantemente, onde evitare di saltare qualche settimana, come purtroppo mi è già capitato. Qui si tratta di organizzazione, devo rientrare in carreggiata!
  • settembre ricco di buoni propositi: decluttering del mio ufficio. La mia bimba piccola ha iniziato a gattonare molto attivamente e va a scovare di tutto e di più sugli scaffali e nei cassetti, tra l’altro cose che non ricordavo nemmeno di avere e che, in tutta onestà, non mi servono. Quindi diamo una sistemata approfondita! A tal proposito ho trovato recentemente un sito web che si occupa proprio di decluttering (con idee interessanti per casa, lavoro, scuola e molto altro) e che vi segnalo: I Heart Planners.

Si ritorna quindi alla routine di sempre, con tante idee e progetti nel cassetto da mettere in pratica, basterebbe solo qualche ora in più al giorno!! Ma diamo tempo al tempo, con calma sono fiduciosa che riuscirò a fare tutto!

 

Una sfida da 30.000 parole!

Bene, finalmente posso con grandissima soddisfazione annunciare che ho vinto la sfida che mi ero proposta ad inizio febbraio, ovvero scrivere 30.000 parole in un mese. Ebbene ho raggiunto la cifra di 36.033 parole!

Come promesso, dopo il bilancio di metà mese che potete leggere nel post Bilancio di metà mese, torno per mostrarvi un po’ cosa ho combinato.

Innanzitutto devo sottoscrivere quanto riportato proprio in quell’articolo:

  • non sono riuscita a scrivere tutti i santi giorni, per cause di forza maggiore!, e
  • sono diventata più veloce nella scrittura.

Ho notato che in alcuni momenti, complice la lettura di altri blog, sono riuscita a scrivere abbastanza di getto, avendo in testa varie tematiche da poter affrontare, altre volte, complice stavolta la stanchezza, ho dovuto riflettere e cercare ispirazione più a lungo, oppure abbandonare proprio lo schermo vuoto del mio computer, causa blocco dello scrittore. E poi, diciamolo chiaramente, scrivere articoli per il proprio blog non è proprio una passeggiata. Non è affatto semplice trovare delle tematiche che siano interessanti e per le quali uno abbia qualcosa -di sensato- da dire. 

Altro aspetto non meno importante: i miei articoli per il blog si sono allungati. Se agli esordi del blog tendevo a mantenere i post abbastanza brevi, adesso cerco di approfondire maggiormente (eh sì, con l’età si diventa più saggi!!).

Ad ogni modo, a forza di scrivere ho acquisito un certo metodo e ho adottato una struttura che chiamerei “ad albero”: prima faccio una lista di argomenti che mi interessano particolarmente e che, credo, sono potenzialmente interessanti e utili da leggere per i miei lettori. In secondo luogo, riprendo ogni parola chiave della lista e cerco di approfondire, scrivendo ulteriori parole chiave correlate. Da lì cerco di capire se ho spazio di approfondimento: se la tematica è magari già stata trattata da altri colleghi (facendo una piccola ricerca online), lascio perdere, oppure cerco di capire se è possibile parlare di quel dato argomento offrendo un punto di vista diverso. Ancora meglio, ovviamente, se quel topic non è stato affrontato da nessuno, allora inizio a scrivere i miei pensieri.  

Vi chiederete forse cosa ho scritto esattamente durante questo mese. Beh innanzitutto devo ammettere che non ho mai scritto in stile “flusso di coscienza” adottando la tecnica del freewriting (ve ne parlerò più avanti!), ma ho sempre cercato di scrivere cose direttamente collegate con la mia attività professionale, in modo anche da ottimizzare i tempi futuri, viste le numerose attività in cui sono impegnata. In concreto ho scritto:

  • un bel po’ di articoli per il mio blog: diciamo che fino a giugno ho l’agenda bella pianificata, e questo è un gran sollievo, lo ammetto (dover mettermi, il giovedì mattina, a scervellarmi per trovare l’argomento della settimana mi mette un po’ di ansia, soprattutto se proprio il giovedì ho qualche traduzione in scadenza o altri lavori da portare a termine)
  • il transcript per una serie di webinar che proporrò in futuro
  • un paio di nuovi programmi specifici che offrirò tra non molto tramite il mio sito web.

Quindi, se devo auto-darmi un giudizio, posso ritenermi estremamente soddisfatta del risultato raggiunto. Confesso che all’inizio ero un po’ titubante, 30.000 parole sono davvero tante, ma ho appurato che nonostante mille altri impegni, ce la si può fare! E poi, lo dico, mi piace scrivere! Per dovere di precisione, devo ringraziare Beth Hayden che per prima si è lanciata in questa sfida e che mi ha dato l’idea di cimentarmi io stessa in questo progetto.

Comunque, mentre scrivo questo post, mi è appena venuta un’idea, una sfida per il futuro: perché non fissarsi l’obiettivo, all’inizio di ogni nuovo anno, di scrivere 30.000 parole (o più, se vogliamo; anzi, ogni anno si potrebbe aggiungere diciamo 5.000 parole e vedere come va!), per pianificare articoli del blog, corsi, webinar e servizi vari? No, non sono una pazza furiosa, mi piace solo pormi degli obiettivi, ogni volta sempre più importanti, e soprattutto mi piace raggiungerli 😉

Quindi si potrebbe dedicare il mese di febbraio (o gennaio volendo, ma ci sono ancora un po’ di festività in mezzo, dedichiamoci piuttosto ai panettoni!) a questo progetto: siamo ancora ad inizio anno, quindi in fase di programmazione e pianificazione dell’annata in corso, alla ricerca di nuove idee o progetti.

Ok, sì, io ci sto 🙂 Chi si aggrega?

 

App o agenda dipendente?

Qualche settimana fa vi ho parlato del Bullet Journal, un metodo tradizionale per tenere traccia dei propri obiettivi, impegni, appuntamenti, organizzato mese per mese e suddiviso poi giornalmente. Nonostante l’infinità di app che la rete ci propone per tenere traccia di tutto ciò che accade nelle nostre vite, e che sono comodamente scaricabili e utilizzabili su smartphone e tablet, quindi sempre con noi in ogni nostro spostamento, molte persone amano ancora il cartaceo (è un po’ quello che succede nel dibattito tra e-book e libro cartaceo).

Io personalmente mi sono appassionata al Bullet Journal, come una sorta di ritorno al passato, alla buona e vecchia agenda. Diciamo che ho già sperimentato alcune fasi di scrittura negli ultimi anni: dalla carta alle applicazioni su cellulare e tablet e ora di nuovo alla carta. Questo perché? Beh, l’avvento di applicazioni varie per tracciare impegni, diete, esercizi fisici e chi più ne ha più ne metta senza dubbio mi ha ispirato per cui anch’io mi sono convertita alla tecnologia. Con pochi click il gioco è fatto, senza tanti sforzi. Se poi consideriamo che il tutto viene perfettamente sincronizzato tra tutti i dispositivi che abbiamo a disposizione, la cosa si semplifica, e di parecchio. Ciononostante, da qualche tempo l’idea di avere un quadernino da poter sfogliare mi intriga. Poi tra qualche anno, poter riprenderlo e vedere i miei scritti, vedere come è magari cambiata la mia calligrafia, annusare delle vecchie pagine ingiallite con il passare degli anni e, perché no, lasciare un qualcosa di concreto alle mie figlie che, molto probabilmente, penseranno che la loro mamma era un po’ “malata” di organizzazione e controllo!!

App o agenda, quindi: direi che ognuna ha i suoi pro e i suoi contro.

Da un lato le applicazioni hanno sicuramente alcuni comodi vantaggi:

  • sono gestibili da più dispositivi (pc, smartphone, tablet)
  • i dati vengono sincronizzati automaticamente tra i vari dispositivi
  • con pochi click il tutto viene aggiornato comodomante
  • sono sempre con noi (credo che più o meno tutti abbiano sempre il cellulare con sé)

Non mancano, però, alcuni svantaggi:

  • se un giorno la linea telefonica/connessione a Internet non funzionano?
  • se, malauguratamente, per qualche motivo tecnologico, si perdono i propri dati?
  • se alcune modifiche non vengono salvate correttamente?

Ecco che l’agenda cartacea risolve tutti questi problemi:

  • è praticamente impossibile perdere dati, perché tutto è scritto nero su bianco (a meno che, per qualche arcano mistero, l’agenda finisca nella stufa!)
  • funziona sempre (penna permettendo, ovvio!)

D’altro canto, anche l’agenda ha i suoi contro:

  • può essere ingombrante (ovviamente un formato A4 è sconsigliato. E’ bene acquistare un’agenda dalle dimensioni limitate, un formato A5 per esempio mi sembra ottimo – è quello che sto usando io attualmente)
  • magari ce la dimentichiamo in ufficio, sul tavolo in cucina, sul comodino, ecc., e quando ci serve per apportare aggiornamenti/modifiche o semplicemente per consultarla, non c’è!

Ad ogni modo, che usiate applicazioni per smartphone o agende cartacee, l’idea fondamentale alla base del discorso è quella di tenere traccia di tutto quello che si fa, sia da un punto di vista personale che professionale. Io adoro avere tutto sotto controllo per cui vai di liste e bullet points!! Tra casa, lavoro e famiglia, le cose da fare si moltiplicano giorno dopo giorno, quindi quale modo migliore per ricordare tutto, se non questo? Il fatto poi di scrivere il tutto a mano con carta e penna mi aiuta a ricordare meglio tutti i miei impegni.  Forse sarò esagerata a voler avere tutto ben organizzato e sotto controllo, ma sono fatta così. La precisione per me è fondamentale! Sarà anche deformazione professionale, probabilmente, fatto sta che anche a casa esigo un certo ordine in tutto 🙂

E voi, siete come me dei maniaci dell’organizzazione? E soprattutto, per voi chi vince nella battaglia tra app e agenda cartacea? Votate! 🙂