Q&A n°5: quale taglio dare al proprio blog?

Ridiamo un po’ di vita alla sezione Q&A di questo blog, che è rimasta un po’ in disparte, grazie a un quesito di Giovanna, traduttrice da qualche anno.

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La domanda che mi viene posta è questa: 

Vorrei iniziare un mio blog dedicato alla traduzione, ma non so che taglio proporre e ho paura di restare a corto di idee, anche considerati i numerosi blog che si dedicano a questo settore. Visto che sei particolarmente attiva con il tuo blog, che seguo con piacere, mi daresti qualche consiglio in merito?

Innanzitutto mi fa piacere sentire che la nostra collega voglia cimentarsi con un blog legato alla nostra professione. Se non è un blog “banale”, con i soliti contenuti, può essere una fonte importante di informazioni utili per chi lavora in questo settore. E, si sa, avere prospettive diverse su determinate tematiche può aiutarci ad aprire gli occhi magari su aspetti che non avevamo (ancora) considerato approfonditamente oppure a considerare una tematica da un punto di vista diverso dal nostro.

LA SCELTA DELLA TEMATICA

Ora, il primo punto da considerare è quello di scegliere la tematica del proprio blog, e sono contenta che Giovanna si sia posta il problema. Ciò significa che la sua idea è quella di proporre qualcosa di nuovo, di originale, e non di ripetere i soliti contenuti triti e ritriti. O meglio, si potrebbero anche riproporre, ogni tanto, tematiche già viste, pur che siano approfondite secondo una prospettiva diversa, dando un taglio più personale e, se possibile, facendo riferimento alla propria esperienza professionale.
Parlo di scelta della tematica perché il mondo della traduzione e/o interpretariato è quanto mai vasto e i contenuti affrontabili sono davvero tanti, quindi le possibilità sono varie:

  • trattare l’ambito della traduzione in senso ampio, per cui proporre riflessioni sul settore, sugli aspetti più propriamente tecnologici, su novità, appuntamenti e incontri da non perdere e molto altro ancora (vi segnalo a tal proposito il blog della collega Chiara Zanardelli, molto interessante anche per quanto riguarda la trattazione dell’aspetto terminologico di determinati termini ed espressioni)
  • considerare un ambito preciso della traduzione (mi viene in mente un blog che seguo con costanza, della collega Debora Serrentino, che si concentra nello specifico sull’ambito gastronomico)
  • trattare gli aspetti più tecnici dell’attività del traduttore, quindi facendo riferimento a formazione, preparazione, conoscenze necessarie, ecc.

QUALE FORMATO SCEGLIERE?

In secondo luogo, direi che bisogna scegliere il formato dei contenuti che si andranno a proporre, perché ormai non i contenuti non vengono proposti esclusivamente in formato testuale, sotto forma di articoli da leggere, ma anche in formato video, audio, oppure podcast. Le possibilità sono molto varie, è possibile scegliere un solo formato, oppure anche proporre formati diversi nel corso del tempo.

UNA BUONA STRATEGIA DI BLOG POSTING

Poi, una volta scelto il taglio da dare, è necessario pensare ai singoli contenuti. La cosa migliore secondo me, come già ripetuto più e più volte anche in altri articoli, è quella di creare una specifica strategia di “blog posting”. In cosa consiste, concretamente? Vediamo alcuni punti fondamentali:

  • preparare articoli con un certo anticipo, in modo da non trovarsi scoperti se si è troppo impegnati con il lavoro/se si è fuori ufficio/se non si ha voglia di scrivere, ecc.;
  • creare un foglio in Excel (o usare la buona vecchia agenda cartacea) per segnare tutti gli articoli che si scrivono e l’eventuale data di pubblicazione futura, in modo tale da avere immediatamente sott’occhio tutti i temi già trattati e non doversi così ripetere;
  • quando si leggono articoli di altri blog, libri o altro e si trova lo spunto per un nuovo blog post, è buona cosa segnarsi l’idea, perché puntualmente poi non ci si ricorda più nulla quando è il momento effettivo di scrivere l’articolo;
  • non accanirsi a voler scrivere un articolo al giorno/alla settimana per forza. E’ vero che è bene stabilire una certa regolarità e continuità con la pubblicazione, ma piuttosto è meglio partire con calma, con un post anche ogni due settimane, e poi andando avanti eventualmente ridurre le tempistiche.

Ad ogni modo, credo che ognuno debba trovare una propria strategia, in base alle proprie esigenze, possibilità e secondo i criteri che risultano più comodi e pratici.  

IL BLOG COME STRUMENTO DI MARKETING

Altro aspetto da considerare: probabilmente se si decide di scrivere un blog è perché in fondo lo si considera un piacevole esercizio di scrittura e una modalità per mettere su carta i propri pensieri, ma sappiamo bene che una buona strategia di blog posting rappresenta anche uno strumento di marketing che può essere particolarmente efficace per farsi conoscere, guadagnare credibilità e, perché no, trovare clienti.

Quindi ogni articolo andrebbe scritto tenendo in considerazione le buone norme per la stesura di articoli sul web. In particolare mi riferisco alle tecniche SEO, all’uso di parole chiave specifiche, all’attenzione all’uso dei titoli e delle immagini: tutte strategie che aiutano a scalare i motori di ricerca e ad essere visibili online. 

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Sezione Q&A n°1: come fare esperienza

Eccoci ritornati dopo una breve pausa di Ferragosto!

Voglio inaugurare oggi una nuova “cateogoria” del mio blog, ovvero una sezione Q&A, dedicata alle domande che mi vengono poste da molti traduttori, alle prime armi e non, tramite blog, e-mail e webinar.

Oggi risponderò quindi alla domanda di Elisa, che mi chiede:

Sono una traduttrice alle prime armi, ho appena terminato gli studi in Traduzione e Interpretariato, come posso crearmi un database di clienti? Tutti richiedono esperienza. Sono molto demoralizzata, non vedo molte vie di uscita. 

Cara Elisa,

La tua è una domanda da un milione di dollari! Tutti coloro che hanno deciso di intraprendere questa professione, chi più chi meno, si trovano in questa situazione. La domanda è stata posta molte volte, su altri blog e forum, ma voglio comunque analizzarla qui perché la sento particolarmente vicina. Ti voglio quindi raccontare (sarò brevissima, lo prometto!) la mia storia.

Quando ho iniziato la professione di traduttrice, ero esattamente nella tua precisa situazione. Appena laureata, esperienza: zero, curriculum inviati: a centinaia, risposte: zero. Mi sono detta, c’è qualcosa che non quadra.

Quindi, sistema il CV, sistema la lettera di presentazione, e avanti con l’invio ad agenzie e aziende. Finché ho ricevuto una risposta! Alleluia! Non mi pareva vero! In sostanza, una traduttrice italiana con sede nel Regno Unito aveva creato la propria agenzia di traduzioni e non so ancora come, non so perché, ma mi ha preso sotto la sua ala protettiva, insegnandomi le basi, dandomi suggerimenti utilissimi, e facendomi tradurre qualche testo.

Ecco, per me tutto è iniziato così. E qui viene il “bello” (o il “brutto”, dipende dai punti di vista!): molto spesso ci vuole anche tanta fortuna! Fortuna di trovare persone come la traduttrice che ho trovato io; fortuna di trovare il cliente giusto, nel momento giusto; fortuna di trovare colleghi che ti possano aiutare, sostenere, dare un occhio alle tue traduzioni, darti suggerimenti… Ma la fortuna, ovviamente, non basta!! Ci sono alcune possibilità concrete per crearsi esperienza.

In primo luogo, suggerisco di provare a contattare organizzazioni non profit, e quindi di tradurre come volontari. Si tratta di una grande esperienza che permette, innanzitutto, di iniziare effettivamente a tradurre. In secondo luogo, permette di focalizzarsi su tematiche ben specifiche, e quindi di crearsi una terminologia specialistica che potrebbe poi diventare utile in futuro. I testi tradotti per queste organizzazioni potrebbero infatti far parte di una nostra eventuale area di specializzazione.

In secondo luogo, suggerisco anche di tradurre per sé stessi. Magari non è così stimolante come lavorare per importanti agenzie o aziende, ma provate a scegliere un testo, magari a darvi una scadenza specifica, e a tradurre per conto vostro. Con il tempo, ciò permette di crearsi glossari e liste di termini specifici.

Terzo suggerimento, leggete traduzioni effettuate da altri, annotatevi le scelte terminologiche effettuate, provate a tradurre anche voi qualche testo già tradotto per poi confrontare le due versioni e capire cosa c’è che non va o che può essere migliorato nelle vostre creazioni.

Infine, leggete tanto. Se avete già un’area di specializzazione, un settore nel quale vorreste diventare dei veri e propri esperti, leggete manuali, testi, blog, siti web. Tutto ciò aiuta a familiarizzare con la terminologia del settore.

Ultimo aspetto da considerare: se volete mostrare ai vostri potenziali clienti che, nonostante non possediate l’esperienza di traduttori già affermati sul mercato, siete comunque competenti in un dato ambito, potete riunire tutte le traduzioni che avete effettuato e crearvi un portfolio (in pdf), da allegare al vostro curriculum, da pubblicare sul vostro sito o blog. In questo modo il potenziale cliente potrà toccare con mano e capire cosa effettivamente siete in grado di fare.