Un testo da cui partire…

Oggi vorrei spendere due parole sul libro How to succeed as a freelance translator di Corinne Mckay che ho avuto modo di leggere di recente.

Penso sia un buon testo da cui partire per chi desidera entrare a far parte del settore della traduzione, ma credo anche che possa essere utile a chi già lavora in questo ambito e desidera rinfrescarsi un po’ le idee e sistematizzare un po’ di concetti.

Mi piace in particolar modo il fatto che sia ricco di link a risorse varie online dove è possibile approfondire alcune tematiche.

E’ organizzato in varie sezioni, in particolare vi segnalo le più significative:

  1. Panoramica sull’attività di traduzione: si spiega cosa significa tradurre, quali abilità sono coinvolte nel processo di traduzione, quali tipi di servizi può offrire un traduttore (quindi, oltre alla traduzione in senso stretto, anche editing, proofreading, trascrizione, ecc.), cosa significa lavorare per agenzie di traduzione o per clienti diretti e cosa implicano le due modalità, come stabilire le proprie tariffe, l’importanza di far parte di associazioni di traduttori
  2. Come lanciare la propria attività di traduzione: dalla creazione del proprio CV, a consigli pratici per trovare clienti, a come organizzare fisicamente il proprio spazio di lavoro
  3. Come promuoversi: l’importanza di fare marketing e varie modalità concrete per farsi conoscere, sia online che offline
  4. Fare networking: si sottolinea più e più volte l’importanza del network e dei social media, come modalità per farsi conoscere, per creare collaborazioni utili per il futuro, per mostrare le proprie capacità
  5. Tecnologia: l’importanza di dotarsi degli strumenti giusti, dai CAT tool (con tutta una sezione sui i vari tipi di strumenti e la questione della scontistica) a strumenti utili nel lavoro quotidiano, come convertitori di file e strumenti di riconoscimento vocale
  6. Tariffe, contratti, condizioni: l’importanza del PO prima di iniziare un lavoro, modalità di pagamento (dai bonifici bancari a Paypal), risoluzione di problematiche, domande da chiedere al potenziale cliente prima di accettare un lavoro.

Diciamo che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, nel senso che si tratta di tematiche trattate sia da altri autori, sia (e ampiamente) su vari blog e forum. Ad ogni modo, a volte può essere utile avere un testo che sistematizzi un po’ tutte le cose da sapere, soprattutto per chi vuole avvicinarsi a questo mondo.
In più, il testo, in inglese, è molto piacevole da seguire e di facile comprensione, e offre moltissimi consigli pratici (cosa non da poco!).

Quindi thumbs-up, lettura consigliata 🙂

Contenuti e qualità

Ultimamente sto seguendo vari blog di coach ed esperti di SEO e strategie varie per l’ottimizzazione di  siti web. In particolare, Shae Baxter, in un articolo della sua newsletter mi ha lasciata un po’ stupita. L’autrice infatti afferma:quality-teaching
 
“Earlier this week I listened to a webinar from a “guru” about leveraging your content and I almost choked on my weeties with what I heard:
 
“Are you creating at least 4 pieces of new content on your website each month?” 
 
I laughed.
I laughed because creating MORE content is not leverage.
I laughed because I know first hand that this approach is utter crap.
I’ve not published any new content in the last 3 months and guess what?
Unique visitors from search engines to my site has increased by over 7% in the last 30 days.”
 
Questa cosa mi ha lasciata alquanto sorpresa, perché in effetti si sente spessissimo dagli esperti nel settore che è fondamentale pubblicare contenuti con una certa frequenza, per poter scalare le posizioni sui motori di ricerca. E fino ad ora mi ero imposta anch’io di offrire contenuti settimanali ai miei lettori. Avrò sbagliato tutto?!?
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L’autrice del sito continua dicendo ai suoi lettori qualcosa del tipo “se volete farvi venire il mal di testa scrivendo un articolo a settimana, fate pure, ma sappiate che pubblicare più contenuti non funziona”.
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Ora, sinceramente non ho approfondito bene la faccenda perché poi l’autrice rimandava ad un webinar, e non ho più avuto tempo per seguire il tutto, ma dando un occhio al suo sito web si può chiaramente notare come l’ottimizzazione degli articoli del proprio blog sia un aspetto cruciale per poter aumentare la propria visibilità.
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Inoltre tutto ruota attorno al tema della qualità, per cui eccovi alcune linee guida:
  • qualità significa offrire contenuti nuovi, originali, non scopiazzature varie
  • qualità significa scrivere articoli che si focalizzano ciascuno su una singola tematica (non fare un minestrone!)
  • qualità significa creare degli articoli con più contenuto, lunghi un migliaio di parole almeno (da evitare, a quanto pare, articoli troppo brevi, che non offrono informazioni dettagliate sulla tematica descritta)
  • qualità significa utilizzare immagini adeguate all’interno di un articolo, con gli appropriati tag del caso
  • qualità significa utilizzare le parole chiave (keywords) giuste, applicando quindi delle strategie di SEO mirate.

Forse potrà sembrare non così complicato, ma in realtà considerare tutti questi aspetti nella stesura di un articolo sicuramente richiede parecchio tempo, per cui l’idea è proprio quella di ridurre la frequenza con cui si inviano contenuti, e focalizzarsi invece su degli articoli davvero impeccabili, a prova di SEO!

Cosa ne pensate?
Siete per “più contenuti” oppure “meno contenuti, ma davvero di qualità”?
Come vi comportate con il vostro blog?

 

 

9 motivi per cui un sito web è essenziale

Al giorno d’oggi, la maggior parte dei professionisti che lavora tramite il web possiede un proprio sito o blog. Molti traduttori/interpreti, quindi, ne possiedono uno personale, anche se c’è chi non ce l’ha e non sente nemmeno l’esigenza di crearne uno proprio. Perché? E’ davvero utile un sito web? E’ davvero necessario averne uno? La mia umile esperienza personale mi dice che sì, è utile ed è necessario. Ma vediamo, appunto, il perché.siti_web_www

  1. Innanzitutto, un traduttore libero professionista deve farsi conoscere. Ci sono tanti modi per arrivare a questo scopo, per esempio iscrivendosi a liste varie, usando i social network, iscrivendosi alla Camera di Commercio della propria città, ad associazioni varie, ecc. Ma quale modo migliore per farsi “vedere” se non con un proprio sito web, che racconta tutto di voi, di quello che fate e non fate, di quello che offrite ai vostri potenziali clienti. Tanto più se consideriamo che questa professione molto spesso si svolge esclusivamente attraverso la rete, dai contatti veri e propri con il cliente, ad eventuali comunicazioni, alla consegna del lavoro finito.
  2. Sappiamo che un aspetto cruciale di un sito web è la sua disponibilità 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, quindi assolutamente SEMPRE, a livello internazionale. Per cui, anche quando non siete disponibili, oltre le normali ore di lavoro, potrete ricevere richieste di preventivi e comunque i potenziali clienti potranno dare un occhio ai servizi/prodotti che offrite, quando hanno tempo e voglia, senza rispettare i vostri orari d’ufficio.
  3. Mediante un sito web date l’opportunità ai vostri clienti di contattarvi in maniera immediata (la pagina Contatti a tal proposito è di vitale importanza), senza tante ricerche in database o liste di professionisti. Certo, il sito deve rispondere ad alcuni requisiti in termini SEO affinché le ricerche dei potenziali clienti sui motori di ricerca corrispondano il più possibile alle keywords impostate per il vostro sito. Ricordate che il 90% delle decisioni di acquisto inizia proprio da una ricerca sui motori di ricerca.
  4. Sul vostro sito web potete caricare e-book, articoli, guide, in modo tale da offrire ai potenziali clienti un assaggio delle vostre conoscenze e competenze, nonché un incentivo per poi ritornare a visitare il vostro sito.
  5. Un sito web permette di effettuare aggiornamenti in tempo reale: se offrite un nuovo servizio, se siete assenti per ferie, se avete modificato le vostre tariffe, ecc., tutto ciò può essere comunicato in un istante sia ai potenziali clienti che ai vostri clienti consolidati.
  6. E comunque diciamocelo: al giorno d’oggi non è più sufficiente avere un numero di telefono e fax. Serve un indirizzo di posta elettronica e appunto un sito, anche come segno di professionalità.
  7. Un sito internet possiede sicuramente un elevato impatto visivo: è possibile infatti inserire dettagli grafici, elementi audio, video e molto altro ancora, che attirano l’attenzione (si sa, anche l’occhio vuole la sua parte).
  8. Altro aspetto da non sottovalutare: la creazione di un sito web ha un costo sicuramente inferiore rispetto ad altre forme di pubblicità, per esempio su carta, e comunque va considerato un investimento per la propria immagine, visibilità e attività.
  9. Un sito web può essere facilmente collegato a un blog che permette di mostrare le proprie competenze, conoscenze e capacità di scrittura, distinguendosi rispetto alla concorrenza.

Infine, probabilmente lo saprete già, ma lo ribadisco: oggi creare un sito web non necessariamente richiede conoscenze specifiche del linguaggio html. Ci sono infatti dei CMS, ovvero Content Management Systems, che fanno il grosso del lavoro per noi. Vi menziono, a titolo di esempio, Joomla e WordPress. Io personalmente ho utilizzato entrambi e ora uso quotidianamente il secondo sia per il mio blog che per il sito web. L’interfaccia è estremamente user-friendly e i risultati sono davvero ottimi, grazie anche alla possibilità di aggiungere dei plugin per degli effetti visivi davvero carini.

Come superare il blocco dello scrittore in 7 mosse

Dopo aver scritto un bel po’ di post per il mio blog mi ritrovo qui davanti allo schermo, con il biberon in una mano, una fanciulla che si sta mangiando un bel panino con la marmellata (sì, la invidio, lo ammetto ma mi trattengo, altrimenti cosa vado in palestra a fare??!?!), e una mano che digita lentamente sulla tastiera. Ok, ve lo dico: ho il blocco dello scrittore. Sono a corto di idee. Nel frattempo mi guardo attorno, alla ricerca di ispirazione, pensando ingenuamente che un mobile o uno scaffale mi diano l’idea del secolo!! Purtroppo no, nessuna magica visione, per cui vediamo di pescare dai cassetti della memoria qualcosa di interessante.

Beh, a pensarci bene potrei parlare del blocco dello scrittore, perché non ci ho pensato prima? Credo che sia capitato più o meno a tutti coloro che possiedono un blog, no? Cosa fare quindi?

Ho identificato 7 mosse che potrebbero aiutare in una circostanza come questa: 

  1. Innanzitutto direi di non accanirsi come sto facendo io! Se dopo dieci, quindici minuti nessun tema interessante si fa strada sulla pagina bianca dello schermo, direi che è meglio cambiare attività e dedicarsi a qualcos’altro, per non perdere tempo prezioso. Sicuramente qualche buona idea verrà in mente in un altro momento.
  2. Se per caso quella grandiosa idea vi viene mentre siete in giro oppure occupati in altre cose, annotatela velocemente su un’agenda o un taccuino (tra l’altro mi sto proprio abituando a portare sempre in borsa un’agendina tascabile, non sia mai che mi venga l’idea del secolo!!). Mi è successo ancora, infatti, di dimenticarmi un’idea, con conseguente perdita di mezzora per pensarci e ricordarla nuovamente.
  3. Mettiamo che siete di fronte a una pagina bianca: iniziate creando un file in cui andrete ad annotare semplici parole chiave o piccole frasi, oppure fate un brainstorming partendo da un concetto di base.
  4. Leggete i blog di colleghi o esperti del settore di cui vi occupate: potrebbero essere fonte di ispirazione e approfondimento. Fate attenzione, però, a non copiare tematiche, idee o articoli già proposti da altri. È essenziale essere il più possibile originali!
  5. Partite dal vostro settore di lavoro e/o specializzazione: sono sicura che qualche tematica da approfondire c’è sempre! 
  6. Per ovviare al problema del blocco, come ho già suggerito in passato, preparatevi alcuni articoli in anticipo per il vostro blog, in modo tale da non pregiudicare la vostra pianificazione. 
  7. La paura del foglio bianco non è considerata una cosa proprio da poco, infatti esistono delle vere e proprie tecniche per superare il problema. In particolare ve ne cito cinque:
    • Freewriting, ovvero scrittura libera: questa tecnica prevede che lo scrittore scriva per un periodo di tempo predefinito, per esempio 5-10 minuti ininterrotti, senza fermarsi mai. L’idea è quella di scrivere tutto quello che passa per la testa, anche se non si tratta di tematiche professionali. Il freewriting viene utilizzato proprio per lasciarsi andare, per iniziare a scrivere qualcosa sbloccando quindi il cervello “bloccato”.
    • Freewriting diretto: è una variante del freewriting per cui in questo caso, anziché scrivere tutti i pensieri che si hanno in testa così come vengono, a ruota libera, si parte da un tema preciso.
    • Tecnica delle 5W, dai pronomi interrogativi inglesi Who, What, When, Where, Why: questa tecnica viene particolarmente utilizzata in ambito giornalistico, ma in realtà è applicabile a settori molto vari per generare idee e cercare di dare un ordine al discorso.
    • Listing: è un’evoluzione del freewriting diretto e consiste nel fare associazioni a cascata a partire da un tema di base centrale.
    • Cubing: permette di esaminare un dato argomento da più punti di vista, in particolare sei, quante solo le facce di un cubo: descrizione delle caratteristiche fisiche, comparazione con altri soggetti/oggetti, associazione, analisi di un argomento/problema secondo delle sotto-tematiche, applicazioni (i possibili usi di un dato oggetto), contro e favore (opinione personale). Naturalmente alcune facce del cubo saranno meno applicabili di altre proprio in base alla tematica di cui si scrive.
Infine, ho recentemente scoperto una tecnica che potrebbe aiutare a tenere il tempo e, nella fattispecie, a pianificare al meglio la propria attività di scrittura. Si tratta della tecnica del pomodoro, che consiste sostanzialmente nell’impostare un timer a 25 minuti, svolgere l’attività che ci si è prefissati e poi prendersi una pausa di 5 minuti. In tal modo si cerca di focalizzare al meglio i proprio sforzi sull’attività da svolgere, e poi la pausa permette di riprendere fiato, prima di reimpostare il timer su un secondo intervallo di tempo.
Personalmente non ho mai utilizzato questa tecnica, ma la vado ad inserire subito nella lista di cose da “provare” 🙂

Verso il CV perfetto – Parte 6

Eccoci giunti all’ultimo episodio della serie “Verso il CV perfetto” (vi riporto comunque i link ai precedenti 5 episodi: Parte 1, Parte 2, Parte 3 ,Parte 4Parte 5).

Ricapitolando brevemente, nelle precedenti puntate abbiamo toccato alcuni punti:

  • alcuni aspetti da considerare per distinguere il proprio CV dalla massa
  • le cose da fare e assolutamente da non fare con il proprio CV
  • le 4 fasi per la stesura del CV: identificazione del cliente ideale, definizione della persona di contatto, pianificazione e revisione.

Abbiamo poi  dato uno sguardo alle nuove tendenze in fatto di CV, in particolare i CV infografici e i video CV.

Oggi si parla della lettera di accompagnamento.

Sappiamo che non è sufficiente avere il CV, infatti deve essere accompagnato dalla famosa “lettera di accompagnamento” o “lettera di presentazione” o “cover letter”, che non è altro che il corpo della vostra e-mail (se adottate questo metodo di candidatura, che è quello più gettonato).

Sostanzialmente la cover letter è la primissima cosa che il potenziale cliente vede e legge. Quindi non deve essere una semplice ripetizione del CV, ma deve aggiungere un tocco in più. Se il vostro CV dimostra la vostra capacità di concisione, la lettera di accompagnamento dimostra invece il vostro stile di scrittura, per cui deve essere ben scritta, naturalmente senza errori o parole troppo formali e complesse. Serve per informare il potenziale cliente che voi siete il candidato ideale per il progetto in questione, che avete le competenze e qualità necessarie per portare a termine un ottimo lavoro.

Vi ricordo, a scanso di equivoci, che quando inviate il vostro CV, dovete inserire il corpo della mail. Ok, sembrerà una banalità, ma vi assicuro che ho ricevuto e-mail (non una, ma più volte!!) con semplicemente un CV allegato, senza corpo della lettera. Inutile dire che sono rimasta alquanto esterrefatta…

Oppure, altro esempio, ho ancora ricevuto e-mail con CV allegato e nel corpo della mail la scritta “CV di Xyz”, punto. Anche qui, la mia incredulità ovviamente.

Ma veniamo a delineare alcune caratteristiche del layout di una lettera di accompagnamento:

  • Innanzitutto non deve essere troppo lunga: non c’è una regola precisa in merito, ma diciamo non più di una pagina. Mezza pagina ancora meglio.
  • Così come il CV, anche la lettera di accompagnamento deve impressionare il lettore, attirare la sua attenzione, sia per il contenuto, naturalmente, che per l’aspetto grafico. A tal proposito vi ricordo di usare un font che sia leggibile!

Mi capita spessissimo di ricevere decine e decine di e-mail di traduttori che vorrebbero collaborare con il mio studio, ma molto spesso il corpo dell’e-mail è davvero scombinato, confusionario, senza una chiara divisione in paragrafi, per cui la lettura risulta spesso difficoltosa. Voglio mostrarvi qualche esempio concreto, dove ho eliminato i dati sensibili. 

Esempio (1)

Dear Sir/Madam

My Name is xxx . I have bilingual knowledge of English and German, German to English with  more than 20 years experience in translating/proofreading, interpreting and language teaching. I can offer competent translating expertise in all fields of activity, while my excellent knowledge of both English and German grants my full understanding of all subtleties in source texts; my extensive command of my mother tongue then allows me to fully render the intended meaning in the target text with equivalent effectiveness. I can handle texts of all domains.   Experience As A translator :   1- years experience in xxx (Finance) as a DEVELOPMENT OFFICER in xx.   2-Worked as volunteer in xxx.   3- Worked as an interpreter in German language for xxx(2003 May-2004 June,2 years),xx(contractual)   4- More than 20 years experience in Translation in German  language.   5-been working as Interpreter for xxx.(German contractual,Hyderabad(contractual)   6-Have been teaching as a faculty of German and French in xxx. Specific Subject Fields:   – Chemistry – Biochemistry (genetics) – Medicine (pharmaceuticals and medicinal devices) – IT (hardware and software) – Telecommuting – Semiconductor technology – General modern technology and technical processes – Patents – Marketing – Advertising material – Literature     My software:   ·        I’m quite fluent in Trados, SDLX, Idiom, Studio 2009, Catalyst ·        Omega T ·        ABBY Fine Reader 10.0 Corporate Edition ·        Word Fast

Vedete, ho ricevuto una mail formattata esattamente in questo modo! Non so voi, ma io di fronte a una cosa del genere rimango a bocca aperta! Notate la presenza di spazi dove non andrebbero e viceversa, una suddivisione inesistente in chiari paragrafi, dei punti non organizzati a dovere… terrificante.

E qui vi propongo un altro esempio, veramente orribile come il precedente.

Esempio (2)

Hi ,I’m xxx ,I’m Italian mother tongue as I’ve been living in Italy since I was born.  I’ve studied English for 20 years, attending a 3 weeks London class at xxx and taking and passing TOEFL and FCE exams. I began to translate speeches, articles and  movies  captions in 2003 for a religious company  and since 2004 to 2011 I worked as a professional translator for two marketing research companies. As the subjects of the researches is always different, I range over a large variety of fields, such as drinks, sports, automotive, cell phones, IT, finance, fashion, ecc.  I translate videos captions for xxxx channel and others movies captions, working in team and proofreading others’ translations. MAJOR AREAS OF EXPERTISE  :Computers (hardware and software) ITFinanceInformation Technologies (IT)Telecommunications Tech/Engineering (general)Technical MarketingPhysics & Mathematics Computer GamesHome AppliancesMedical InstrumentsLegal IT Skills :• Word •Excel •PowerPoint •Trados 2011 • Antidote  Hoping to hear from you soon to begin this work collaboration, I’ve attached my CV. Best Regards  xxx

Oltre alla mancanza di formattazione (che magari può anche succedere con l’invio di un e-mail, ma prima di effettuare l’invio vero e proprio a un potenziale cliente, possiamo sempre fare un invio di prova, autoinviandoci la mail in questione), notate l’incipit, “hi”, che andrebbe evitato se ci rivolgiamo a una persona che non conosciamo. E poi ci sono spazi doppi, spazi prima delle virgole, mancanza di spazi laddove necessari… insomma, magari penserete che ciò che conta è la sostanza, e sono d’accordo, è fondamentale, ma sinceramente da un traduttore mi aspetto di meglio. Una persona che scrive in questo modo non mi ispira fiducia e quindi non potrei mai affidarle un eventuale incarico.

Ma veniamo a una domanda frequente: cosa scrivo nella lettera di accompagnamento? Abbiamo detto di non ripetere quello che possiamo già trovare nel CV. Poi, in modo conciso e dritti al punto bisogna riuscire a spiegare perché siete voi i candidati ideali per un dato progetto. E per farlo, dando anche un’idea di organizzazione, possiamo dividere la lettera in paragrafi. Andiamo a vedere quali sono:

  1. Primo paragrafo: indicate il vostro nome e il riferimento al progetto per cui vi state candidando, menzionando dove avete letto l’eventuale annuncio. Se si tratta di auto-candidatura, potete semplicemente dire che sareste interessati ad una collaborazione in qualità di traduttori e/o interpreti o altro.
  2. Secondo paragrafo: specificate meglio perché siete interessati a tale progetto e perché siete attratti dall’azienda. Qui sarà necessario fare qualche ricerca in merito, per esempio consultando il sito web per scoprire cosa fanno esattamente, come lavorano, quale politica aziendale adottano. In tal modo saprete dire in che modo potreste aiutare il potenziale cliente a risolvere eventuali problematiche che potrebbe avere nel corso dell’esercizio della propria attività.
  3. Terzo paragrafo: dovete riassumere i vostri punti di forza, dire perché siete i candidati ideali, magari facendo riferimento a determinate competenze acquisite in passato. L’importante è personalizzare la lettera in base al tipo di progetto o lavoro per cui vi candidate. E, vi ricordo, non esagerate con le vostre competenze e qualità personali, siate sempre sinceri.
  4. Quarto paragrafo: in generale si specifica la propria disponibilità per un eventuale colloquio. Nel caso di traduttori però questo è un passaggio generalmente da saltare, a meno che non vi interessi una posizione in-house, quindi in questo paragrafo potete specificare la vostra disponibilità a fornire, in un secondo momento, ulteriori informazioni, a inviare un portfolio, referenze o altro.

Per concludere vi lascio alcuni link, dei quali gli ultimi due sono in inglese, con consigli utili ed esempi concreti di lettere di presentazione, dai quali potete prendere spunto per creare la vostra lettera personale:

 

E così si conclude la mia serie “Verso il CV perfetto”: 6 puntate ricche di spunti, indicazioni e link, ma sono sicura che ci sono ancora tanti altri consigli da poter dare e appunti da fare. Se avete qualche “tip and trick” e volete condividerli, lasciate un commento!

Il valido aiuto degli strumenti di conversione file

Si sa, il lavoro del traduttore richiede tutta una serie di strumenti che aiutano a semplificare un po’ la vita. Oggi vorrei soffermarmi sugli strumenti di conversione di file, tanto cari e tanto utili. In particolare vi segnalerò alcuni programmi open-source.

 

Softi Free OCR

Per iniziare abbiamo Softi Free OCR, un programma di riconoscimento ottico dei caratteri. Sostanzialmente permette di convertire delle immagini in documenti testuali. A volte capita di dover tradurre dei testi in formato jpeg o jpg, oppure semplicemente un pdf creato mediante scansione di documenti cartacei. E’ significativo il fatto che supporta varie lingue, basta scaricare i file relativi alla lingua di proprio interesse.

Qui vi mostro la schermata iniziale suddivisa in due finestre: a sinistra viene caricato il file da convertire che abbiamo selezionato, mentre a destra avremo il risultato della conversione, con la possibilità di modificarlo e di esportarlo in file formato Word.

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Questo strumento a mio parere permette di ottenere dei risultati direi soddisfacenti e sicuramente fa risparmiare un bel po’ di tempo, rispetto a mettersi a tavolino a riscrivere tutto il testo originale. Talvolta, però, nel caso dei famosi pdf scannerizzati, bisogna lavorare un po’ sul testo finale, sistemare alcuni caratteri e l’impaginazione. Esiste però un utile strumento per ovviare a questo problema, e ve lo mostro subito.

 

AutoUnbreak

AutoUnbreak è uno strumento di formattazione del testo. Per esempio, abbiamo appena trasformato un pdf in word tramite uno strumento OCR, non ci resta che sistemare il documento e formattarlo a dovere.

Qui vi mostro un esempio concreto: ho convertito una pagina di un documento in pdf tramite Softi Free OCR. 

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Dal tool OCR posso estrapolare un documento in Word cliccando sull’apposita icona collocata al centro, e ottengo questo risultato:

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Ovvero un documento un po’ scombinato e con i margini non giustificati. Quindi, anziché sistemare il documento manualmente riga per riga, applico AutoUnbreak e il gioco è fatto!

Come vedete dalla schermata di questo tool, bisogna incollare il testo da sistemare, cliccare sul pulsante “Unbreak” e automaticamente il lavoro viene fatto per noi:

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E’ un po’ di tempo che uso AutoUnbreak e devo dire che non mi ha mai deluso, anzi è sempre stato un prezioso aiuto che mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo perché, lo sappiamo bene, sistemare un file, formattarlo, impaginarlo a dovere può richiedere delle ore!

 

Zamzar.com

Veniamo alla questione della conversione dei famosi pdf. Oltre ad un programma OCR, possiamo usare altri strumenti per dei risultati sempre migliori. Personalmente ho provato tantissimi strumenti gratuiti online di conversione di file pdf, ma nessuno mi soddisfaceva e svolgeva un discreto lavoro, fino a quando mi sono imbattuta, praticamente per caso, facendo una ricerca su Google, nel sito www.zamzar.com. Funziona secondo quattro step, come vedete nello screenshot qui sotto:

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  1. In primo luogo si sceglie il file da convertire.
  2. Poi si sceglie il tipo di formato per il file di output.
  3. In seguito si inserisce il proprio indirizzo e-mail.
  4. Infine si clicca su Convert.

Dopo un periodo di tempo generalmente breve -ma comunque variabile in base alle dimensioni del file da convertire- viene inviata una mail all’indirizzo inserito precedentemente con un link da cliccare per scaricare il documento.

Devo dire che mi sono trovata molto bene sin dall’inizio, i file vengono convertiti più che egregiamente (parlo, naturalmente, di file presentabili, perché a volte si ricevono dei file in pdf scannerizzati particolarmente difficili da decifrare, e quindi in tal caso è meglio prima passare attraverso uno strumento OCR). Per un programma gratuito direi che il risultato è davvero significativo.

 

Pdftoword.com

Altro strumento simile è offerto da sito www.pdftoword.com, con i quale ho ottenuto buoni risultati. Il funzionamento è simile a Zamzar: innanzitutto si stabilisce il formato risultante della conversione, poi si inserisce il file da convertire, il proprio indirizzo e-mail e si clicca sul pulsante “Convert now”. Poi si riceve una mail con il file convertito da poter scaricare.

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Ricordo che anche qui siamo sempre in ambito strumenti open source, quindi gratuiti. E anche per questo strumento devo dire che ho ottenuto risultati molto buoni, quindi lo consiglio sicuramente.

 

Altri strumenti di conversione file

Ovviamente potrei proseguire a lungo con una lista di strumenti di conversione file, perché la rete, fortunatamente, è una miniera di risorse. In particolare vi segnalo alcuni link interessanti:

Gli ultimi due che ho indicato sono strumenti a pagamento e probabilmente permettono una resa migliore. Qui sta al singolo optare per l’acquisto di un programma o per l’utilizzo di strumenti open-source, anche in base al tipo di file che generalmente si traduce. Alcuni traduttori lavorano più con documenti in Word o Excel, altri più con file in pdf. Quindi la scelta è strettamente personale. Ad ogni modo, consiglio prima di optare per gli strumenti open-source, che spesso svolgono un lavoro molto buono. In caso di risultati non soddisfacenti, allora si può pensare all’acquisto di un programma a pagamento.

E voi, quali programmi utilizzate per convertire file? C’è qualche strumento che potete segnalare perché particolarmente valido?

Verso il CV perfetto – Parte 5

Prosegue la serie “Verso il CV perfetto”. Per rinfrescarvi la memoria, ecco le parti precedenti: Parte 1, Parte 2, Parte 3 e Parte 4.

Oggi vi propongo due punti:

  1. La fase di revisione
  2. Alcuni consigli pratici e utili

 

Fase #4 – Revisione

La quarta fase riguarda il processo di revisione.

Avete redatto il vostro CV in tutte le sue parti, ora non resta che revisionarlo. Ecco alcuni consigli pratici:

  • innanzitutto stampate e leggete il vostro CV perché a video potrebbero sfuggire degli errori;
  • chiedete sempre a un amico/collega/familiare di rileggere il vostro CV, dandovi un feedback che potrebbe aiutarvi ad apportare eventuali modifiche e miglioramenti. Magari potrebbero farvi delle domande su qualche punto, oppure indicarvi eventuali frasi o espressioni poco chiare;
  • una volta corretto il CV, preparate un versione finale in diversi formati, principalmente un documento in Word e in pdf (talvolta ci sono agenzie che richiedono un formato specifico, quindi è bene averlo già pronto al bisogno).

 

Altri consigli utili

Ora mi vorrei soffermare su alcuni aspetti che potrebbero tornarvi utili per una stesura ottimale del vostro CV:

  • Innanzitutto, per quanto riguarda il linguaggio utilizzato nella stesura del vostro CV, deve descrivere le vostre capacità e competenze in modo chiaro e conciso ma anche con forza, con l’intento di attirare l’attenzione del lettore e persuaderlo del vostro valore. Dovete far sì che il lettore non si stufi subito durante la lettura, ma che sia incuriosito a voler continuare. Si tratta di comunicare il vostro intento non semplicemente collocando qua è là delle belle parole, ma di usare delle espressioni che attirino concretamente l’attenzione del lettore e che siano sufficientemente persuasive.
  • Si sa, anche l’occhio vuole la sua parte, quindi formattazione e design sono parimenti importanti e soprattutto sono la prima cosa che si osserva. Dovete emergere tra la massa di CV che i potenziali clienti ricevono quotidianamente, quindi evitate layout datati e adottate invece dei modelli più attrattivi e aggiornati, e professionali allo stesso tempo. In questo la rete vi può aiutare molto. Anche perché, se ci pensate, una buona formattazione e struttura agevola la lettura, il flusso delle informazioni e l’organizzazione complessiva dei contenuti.
    In particolare, una delle nuove tendenze in fatto di CV è quella del CV infografico. Per farvi capire meglio, vi lascio un link a un sito contenente una mostra di CV assolutamente creativi davvero interessanti,
    CV creativi, magari potreste trovare qualche spunto per il vostro!
    Il CV infografico, che cattura sicuramente subito l’attenzione del lettore, è un documento creativo che permette di tradurre le proprie esperienze in grafici e immagini. Vi lascio qui alcuni link a siti web che permettono di creare in modo molto facile il proprio CV infografico:

www.vizualize.me: questa applicazione parte dal proprio profilo Linkedin, estrae tutte le informazioni necessarie e crea un CV infografico, il tutto gratuitamente

www.re.vu: funziona come il sito di cui sopra, e permette di personalizzare l’infografica aggiungendo immagini, testi, grafici, ecc.

www.kinza.com: altra applicazione come sopra

www.easel.ly: questo sito mi piace particolarmente perché, partendo da vari template, è possibile creare infografiche per qualsiasi tipo di informazioni, dal proprio CV a brochure, leaflet e molto altro ancora.

  • Avete mai sentito parlare del video CV? No? Beh, è un’altra tra le ultime tendenze per chi deve creare il proprio curriculum. Per chi è stufo o si sente limitato dal modello cartaceo, c’è la possibilità di offrire una presentazione video, generalmente non più lunga di 2 minuti, in cui in modo breve ed esaustivo si inseriscono tutte le informazioni che andrebbero incluse in un CV cartaceo tradizionale.
    Cosa è importante in un video CV? Direi innanzitutto di curare il proprio aspetto esteriore e l’abbigliamento, perché dovete mostrarvi al pubblico fisicamente, e poi di curare molto il linguaggio e i gesti utilizzati. Se volete fare colpo tra la massa di CV cartacei quotidianamente inviati, questo è proprio uno strumento che fa al caso vostro. Sicuramente è una qualcosa di estremamente nuovo e originale, il cui utilizzo va però valutato attentamente e in base anche al settore in cui lavorate. Tanto per farvi un esempio, se siete prevalentemente dei traduttori in ambito marketing, e quindi l’aspetto creativo è il vostro pane quotidiano, potrebbe essere una buona idea puntare a un video CV. Sicuramente non passereste inosservati!